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AMIS, LADY D. E IL PORNO PLOT
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  "EXPERIENCE": IL MALE ASSOLUTO?
Martin Amis Martin Amis è figlio di Kingsley - quello che gli anglosassoni chiamano "un gigante della letteratura del dopoguerra": ovviamente, non è vero -. Martin aveva una cugina, Lucy Partington. Lucy è stata uccisa. Chi l'ha uccisa è il Male per eccellenza: si tratta di Fred West, pedofilo, serial killer, che ha rapito, torturato e ucciso bambini a iosa, a partire dai suoi stessi due figli. Lucy è il fulcro delle memorie alla deriva di Experience, l'ultimo libro di Martin Amis, ex enfant prodige della letteratura albionica, coccolato dalle più varie cricche critiche, estensore di saggi e articoli sulle testate più prestigiose dell'establishement letterario d'Oltreoceano, romanziere introverso dalla prosa virtuosa e morbosa. Luci e ombre sembrano destinate a seguire da vicino la carriera e la sagoma di questo scrittore coltissimo, che i fan adorano e che i critici continuano a proteggere. Il mondo esterno - come quello interiore - è tuttavia feroce, e aggredisce in continuazione Martin Amis. L'ultimo assalto è dovuto proprio al racconto della tragica vicenda di Lucy e degli atti innominabili dello psicotico Fred West. La sorella di Lucy, Marian Partington, afferma che Amis conosceva appena la giovane vittima del serial killer, nonostante lo stesso Amis asserisse di avere una foto di Lucy sulla sua scrivania - una sorta di santino del dolore, della memoria e della scrittura. Marian ha attaccato duramente il cugino: "La storia di Lucy gli serve solo per vendere il libro". Il Sunday Times ha ripreso alla grande alla vicenda, rilanciandola nelle pagine culturali. Nulla di nuovo per Amis: già ai tempi de La freccia del tempo lo avevano accusato di speculazione sull'Olocausto.
Experience, di Martin AmisEppure bisogna essere onesti: Experience è un gran libro e, a tratti, la migliore letteratura scritta da Martin Amis. E lo è non soltanto per la qualità letteraria che Amis conferisce all'icona paterna. E' lo slegarsi dei ricordi (il sottotitolo di Experience è, per l'appunto, A Memoir) che dà agio al romanziere di puntare decisamente sullo sfondo papillare geneticamente iscritto in ogni letteratura anglosassone: quel narcisismo che, via via, abbiamo osservato emergere in qualità di scrittura neocoloniale o in pasticcio linguistico di ritorno (per esempio, l'epica del tutto narcisa di quel grande scrittore anglosassone che è Derek Walcott). Forse proprio ciò che racconta Amis di Lucy costituisce il punto debole di Experience: troppo lirismo a buon mercato, troppe volute e spirali arzigogolanti, su un "io" che non fa pena a nessuno. Perché a fare pena è proprio Lucy, la sua tragica sparizione, la violenza assoluta perpetrata su di lei. Un grande scrittore ne avrebbe fatto un livello implicito di rappresentazione. Si vede che Martin Amis non è proprio un grande scrittore...

  di Giuseppe Genna
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   data: 18 lug 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  

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