E venne l'ora di William Gaddis, il grande scrittore americano che ha fondato la tradizione postmoderna. Gli Oscar Mondadori ripubblicano, con felice intuizione, Le perizie, il capolavoro dell'autore di JR, misconosciuto ma anche premiato due volte col National Book Award, e morto nel 1998. Gaddis, che era nato a Mahattan nel 1922, nonostante un'infanzia accidentata che lo aveva condotto fuori New York, aveva frequentato i fermenti letterari e intellettuali della grande stagione a Greenwich Village. Della sua sconfinata produzione (sconfinata per numero di pagine e non per quantità di titoli, visto che è autore di soltanto quattro libri) rimane inedito lo spettacolare Agape, Agape, un macroromanzo in cui il tema - a Gaddiss assai caro - della meccanizzazione dell'arte viene strutturato secondo un'ultima, esausta tentazione del miglior Postmoderno.
Una vita sfigata, trascorsa in un volontario anonimato, nella frustrazione per il mancato riconoscimento della sua levatura. William Gaddis è uno dei grandi dissepolti, in pratica l'autentico fondatore del Postmoderno letterario. Senza di lui è impossibile pensare a Pynchon o DeLillo...
Il suo capolavoro- Mentre noi in Italia leggevamo Il mulino del Po, negli Stati Uniti Gaddis stava appiccando il fuoco alla letteratura nazionale con una saga plurigenerazionale, una specie di trattato medievale e fantascientifico svolto nel nostro presente: Le perizie sono l'incipit della Nuova Letteratura.
"Un libro che preme da dentro per essere scritto"- Personaggio di poche parole pubblicamente espresse e di un profluvio di parole espresse in letteratura, Gaddis è il creatore di una prosa prodigiosa e irrefrenabile. Una delle rarissime interviste rilasciate dal creatore delle Perizie fu rilasciata a John Kuehl e Steven Moore. La traduciamo su Clarence: scorci e visioni di un genio misconosciuto.
Per gli appassionatissimi, un'intervista in streaming video dalla Roland Collection, l'archivio di video e audio artistici più prestigioso del mondo. Gaddis parla di sé e degli altri, con un piglio umoristico in cui si riconosce la matrice dissacratoria delle Perizie e della prosa fantasmagorica dell'autore di Gotico americano.