Tra i protagonisti della nuova stagione editoriale in Italia, c'è Minimum Fax, il marchio che ha acquisito i diritti totali di pubblicazione delle opere di quel genio di Carver e che sta sfornando un titolo più bello del precedente a un ritmo forsennato: ritmo a cui la grande editoria - sonnolenta o cialtrona - non è in grado di tenere dietro. Non basta promettere e realizzare l'uscita di cinque racconti inediti di Carver, "il Checov d'America", ai ragazzacci di Minimum Fax. Ora la piccola e dinamica casa editrice - nata come newsletter via fax - ha replicato l'operazione condotta sull'autore di Vuoi stare zitta, per favore?, acquisendo tutti i titoli di uno scrittore che in America è un vero mito, accasato nelle magioni della letteratura allo stato puro in compagnia di prestigiosi sodali: è Thom Jones, e i sodali di cui sopra - stracitati dalla critica statunitense a proposito dei libri di Jones - sono gente come Hemingway, Mailer, Bukowsky. Jones vende tantissimo perché è letto soprattutto dai giovani. I suoi racconti trasudano vita, sudore, sangue, amore, gioia e sconforto. Leggere un racconto di Thom Jones equivale a sottoporsi a una scarica di adrenalina purissima. E' un Carver sotto elettrochoc. Jones, che nella vita ha fatto il marine in Vietnam e il pugile (105 incontri al suo attivo: non si è trattato, quindi, di un hobby o di un vezzo estetico), ha esordito a quarantasei anni. Una sera è rientrato a casa e in tredici ore ha steso il suo primo racconto. Si è trattato di un boom letterario. Per cinque anni consecutivi (un record) i suoi racconti sono stati inclusi nelle raccolte di Best American Short Stories e nel '95 viene inserito nell'antologia dei migliori racconti americani del secolo. Minimum Fax inizia a pubblicare una strepitosa raccolta di racconti di Thom Jones, Sonny Liston era mio amico. Fatevi un viaggio con uno che è capace di denunciare "i merdosi spot domenicali che propagandano l'American Life dei morti viventi".
IL LIBRO
12 piccoli capolavori - Una scrittura veloce e irrefrenabile. Sudore, sangue, l'indicibile tenerezza dell'amore brutale. Esplosioni di gioia, di vitalità, di violenza, di ferocia. Cliniche neurologiche, gente come Wesley lo Zoppo o Sophie Western, il traslucido incubo del Vietnam: l'universo di Thom Jones è in espansione, brucia e lascia il segno...
"Sonny Liston era mio amico" - "Non appena la Chevrolet Impala turchese si fermò sul vialetto, Kid Dynamite balzò fuori dal sedile posteriore, attraversò di corsa il prato, entrò in casa e si sfilò dimenandosi i pantaloni di lana e la cravatta mentre imboccava con un volteggio la rampa di scale che portava alla sua camera"...
"Scrivo della Dea Bianca" - Robert Graves avanzava una tesi originale: si scrive perché chiamati da un'immagine archetipa, quella di una Dea bianca, intoccabile, Musa perfetta. Non sappiamo se Thom Jones abbia letto Graves. Certo è che, però, ha dichiarato: "La notte prima di scrivere vengo visitato in sogno da una visione: una persona bianca, angelica, elusiva, che mi abbandona compiendo su di me atti cruenti". Un'intervista sorprendente all'autore di "Sonny Liston".
"Foster Wallace mi ha chiarito le idee" - Ci scrive Marco Cassini, cioè il bravo (???) ragazzo che è proprio il Signor Minimum Fax: "Insomma non pretenderai davvero che ora io riesca a dirti in un solo messaggio spedito per email perché faccio il mestiere che faccio. Eppure ho deciso di dirtelo, in qualche modo. La ragione l'ho trovata quest'estate, nel parcheggio sul retro di un ristorante. A Bloomington, Illinois. Ti mando le foto. Quello che mi infila la sua bandana è David Foster Wallace..."