E' anche questione di Rete. Carlo Lucarelli, col suo Un giorno dopo l'altro, supera Baudolino di Umberto Eco nella classifica delle vendite su Zivago. La coinvolgente spirale di amore, morte, suspence e disincanto che l'ex giovane Lucarelli ha magistralmente realizzato nel suo ultimo romanzo tocca i cuori e le menti di chi ha confidenza col Web e con la letteratura. C'era da aspettarselo, anzitutto per le qualità intrinseche della scrittura ammaliatrice dell'autore di Almost Blue. Il linguaggio di Lucarelli, alternativamente velocissimo e simile al ralenty televisivo, è probabilmente la piattaforma migliore per fare ruotare la raffica di emozioni e di silenzi a cui lo scrittore - parmigiano d'origine e bolognese di adozione - sta lavorando dai tempi di Guernica. Oggi, con questo romanzo il cui titolo viene mutuato direttamente da Luigi Tenco, Lucarelli giunge all'apice della sua produzione letteraria. Non soltanto il libro è bellissimo per plot, svolgimento psicologico dei personaggi, salti di registro e malìa incantatoria; è che la materia stessa della scrittura di Lucarelli - quello strano vortice silenzioso in cui la mente, patologica o meno, sta sospesa tra il fare e il pensare - qui ha la sua migliore rappresentazione. Una volta, mercé le stesse modeste indicazioni dell'autore, si diceva che Lucarelli era uno dei migliori scrittori "di genere" in Italia. Potevamo essere d'accordo; ora, non più. Lucarelli è un'acquisizione della letteratura italiana tout court. Anche e soprattutto perché fa i conti, da autentico scrittore, con la vocazione popolare della letteratura stessa.
Da scrittore di culto a presentatore di culto, Carlo Lucarelli ha retto benissimo al salto dalla letteratura alla televisione. Con "Mistero in blu", l'autore emiliano ha fatto scuola per la raggelante e non disturbante morbosità dell'occhio che investiga, accompagnato da una perizia circa i fatti interni alla polizia che Lucarelli detiene, unico tra gli scrittori noir europei, a livelli quasi filologici.
"Un giorno dopo l'altro" - Il titolo è quello di una canzone di Luigi Tenco, probabilmente l'archetipo del pop alla Lucarelli: impossibile ricavarne un culto trash, Tenco implementa tentazioni nostalgiche, vagamente depresse e ugualmente collettive. La canzone di Tenco fa da sfondo musicale a uno scenario complesso dove si muovono serial killer, falsi pitbull, molte chat, un avventore non vedente e una donna ingravidata da misteri multipli...
"Il lato sinistro del cuore" - "Mi ricordo che faceva dondolare una pantofola, in bilico sulle dita di un piede e che si teneva l'accappatoio di spugna stretto con le braccia, davanti, seduta sul bracciolo di una poltrona. Aveva i capelli ancora umidi, lunghi e neri, raccolti su una spalla, perché stava facendo la doccia quando ero arrivato a casa sua con quaranta minuti di anticipo. Non so se ero stato io a sbagliarmi sull'ora quando mi aveva telefonato..."
Quello che prima di "Un giorno dopo l'altro" era il capolavoro di Lucarelli, "Almost Blue", è stato tradotto su grande schermo da Alex Infascelli. A nostro parere, è stato un evento cinematografico: ottimi ritmi, visionarietà a palla, dialoghi perfetti. Di seguito, i link al sito ufficiale del film, ad alcuni trailer in Real Player e alla recensione di Kino.
"Il delitto è il mio lavoro" - Stralci significativi da alcune interviste rilasciate da Lucarelli sul Web, da Alice a StradaNove. Si parla di noir, di serial killer e, soprattutto, di letteratura...