Secondo Benedikt, il cyberspace, più che il risultato di nuove tecnologie o l'ambiente che viene allargandosi, è una mutazione genetica: un processo che scardina ciò che di osseo e di vitreo le istituzioni hanno consolidato a partire dall'ultima rivoluzione tecnologica del Novecento, quella nucleare. Fossilizzata, cristallizzata in sostanza inerte, la domanda spirituale è stata gestita unilateralmente dalle gerarchie ecclesiastiche secondo le direttive di una democrazia un po' speciosa e parecchio laicizzante, almeno a partire dal Concilio Vaticano II. Il risultato, per la koinè cattolica, è sotto gli occhi di tutti: secondo le più recenti statistiche, il 78% dei fedeli vaticanisti non è per nulla vaticanista, non crede al diavolo, pensa che l'assunzione dell'ostia sia un gesto simbolico e ritiene che i vicari di Cristo siano dei vicari di se stessi, cioè del Palazzo. Questa progressiva protestantizzazione del cattolicesimo, questo inabissarsi felice e azzurrino in atmosfere di sincretismo gioiosamente newage, ebbe in George Lucas un geniale forgiatore di immagini. In THX 1138, la sua pellicola d'esordio, Lucas rappresenta un mondo orwelliano, votato all'eugenetica: si nasce in apposite sacche secondo i ritmi della fecondazione artificiale, si cresce consumando, si muore grazie a un orologio sociale (e non biologico) che determina quando si diventa un peso inutile. Il bisogno spirituale, la vocazione alla trascendenza che determina il trasalimento tipico dell'umano, la domanda metafisica hanno una loro significativa rappresentanza: gli uomini di Lucas entrano in un confessionale che assomiglia inquietantemente a una cabina telefonica, alzano la cornetta ed esprimono i loro dubbi e i loro autosuperamenti. Sulla parete del parlatoio religioso, campeggia un'enorme icona cristica che è ininterpretabile: assomiglia al Cristo ma è simile al Buddha, il cui nome è significativamente OHM. Le risposte fornite via cavo dall'entità suprema (cliccando, potete ascoltarle in versione originale) non sono altro che rassicuranti apoftegmi paraesoterici, volute di incenso indiano, parole in libertà creative e tranquillizzanti. Un controvangelo, insomma.
Igino Domanin e Stefano Porro affrontano questa prospettiva che, pur suonando da campanello d'allarme per la Chiesa (come recita il sottotitolo), a noi non allarma per nulla, perché viene a certificare un movimento spirituale in atto e che sta sotto gli occhi di tutti. Il Web sia con voi segue, all'interno della collana mondadoriana Uomini e Religioni, lo straordinario affondo sull'Anticristo lanciato da Gianni Baget Bozzo, un potente richiamo all'esoterismo cristiano contro l'ecumenismo debole e tutto sociologico della Chiesa d'oggi. Domanin e Porro, a differenza del reverendo padre berlusconiano, non entrano nello specifico del meccanismo cattolico; piuttosto, fotografano con precisione impressionante e interpretano con lucidità altrettanto impressionante la svolta che la spiritualità nichilista sta compiendo anche grazie all'avvento del Web. Il libro si compone di due sezioni (la prima fenomenologica e la seconda teoretica) che mettono a nudo l'avvitarsi reciproco dell'emissione del messaggio spirituale e della ricezione dello stesso, secondo le dinamiche comunitarie e impazzite che i new media impongono. Ne riesce un'antropologia del Cyberspace pronta a sorprendere chi è in ascolto sul fronte del Web: dall'escatologia di questa spiritualità stravolta alla constatazione della crisi delle Scritture, i due autori clarenciani compongono una mappatura (transitoria ma ugualmente significativa) dei territori in cui si sta diffondendo, dendritico e lontano da ogni fonte acclarata, il sempre nuovo messaggio divino. Che dalle parabole si sia giunti alle paraboliche, è una verità che il clero cattolico ha appreso con sgomento e a cui per ora non ha risposto sul piano spirituale, bensì soltanto su quello materico, impegnandosi in una sociologia della comunicazione che i filosofi hanno marcato come uno dei nuclei fondamentali della metafisica dello Spettacolo. Ma a quest'altezza della storia del Web, ammoniscono Domanin e Porro, siamo oltre lo Spettacolo. Un mutamento genetico sta avvenendo, o è già avvenuto, e pregare come si pregava fino a ieri non è più sufficiente: un antico Dio, ancora una volta nuovissimo, si sta affacciando dagli schermi dei nostri pc.
Questo è un libro pericoloso. Non soltanto perché parla di ciò che pertiene alla totalità dell'umano, ma anche perché ci dice cosa accade a chi faccia esperienza dell'occidente contemporaneo. Per questo deve suonare come campanello d'allarme non soltanto per la Chiesa, ma per chiunque: chiunque intenda essere cosciente di chi è e di cosa si sta preparando a vivere.