L'arte di vedere, sospesa tra percezione e visione, tra Natura e soprannaturale, si rinnova profondamente nel mutato contesto tecnologico. Ma nell'atto di percepire si congiungono l'esperienza arcaica e primordiale del mondo con l'immaginario psichedelico e avveniristico. Qual è la natura psicotecnologica della percezione? Cosa sarà possibile "vedere" e "sentire" nel cyberspace? Come si configurerà l'incontro tra la realtà della Carne, cioè con la sfera sensoriale ed emotiva, e l'Elettronica? Un dibattito si apre. Le direzioni sono molteplici, a patto di accettare la sovrapposizione delle voci. Da una parte la psicologia cognitiva, la ricerca neurobiologica, la filosofia della mente. Dall'altra i gesti dei maghi, l'universo extrasensoriale, le visioni allucinogene, i versi dei poeti. Clarence cerca la bussola per trovare la rotta di navigazione nella ricchezza caotica del sapere. Un percorso sui misteri della mente. Un arcigno e provocatorio testo di estetica filosofica del prof.Maurizio Ferraris. Le profezie lisergiche di Aldous Huxley. L'emeregentismo neurobiologico di Freeman. Gli sviluppi di nuove scienze: Psicotecnologia e Neuroteologia. Vedere per credere?
Interrogando una tradizione che va dai classici agli scolastici e agli illumisiti, passando per alchimisti, mistici e razionalisti, questo volume pensato e curato da Maurizio Ferraris, dal titolo significativo L'altra estetica, intende riportare alla luce un patrimonio sepolto e ridare voce a una scienza del sentire: quali sono i rapporti tra vedere e pensare, tra corpo e mente, tra estetica e logica?
Volete provare per un attimo a saltare dentro gli stati di allucinazione. Allora scaricate questo lisergico programmino. Dopo averlo fatto, tenete la mano destra sul mouse e fissate il centro della spirale. Dopo 30 secondi guardatevi il palmo della mano, probabilmente proverete una strana divertente sensazione...
Tempeste cerebrali
In un suo recente testo, intitolato Come pensa il cervello, basato sui dati sperimentali raccolti in più di trent'anni di attività, il neuroscienziato americano Walter Freeman dimostra la plausibilità di una concezione alternativa, non-riduzionistica, che ci consenta di analizzare e comprendere scientificamente l'attività cerebrale, in termini compatibili con una descrizione fenomenologica delle esperienze soggettive (percezione, ricordo, aspettative, credenze) che viviamo quotidianamente.
Percezioni submuscolari
Il nostro corpo, come hanno spiegato McCluhan e De Kerchove, reagisce agli stimoli del monitor, al contrario della nostra mente che non riesce con esattezza a descrivere i contorni e le frontiere che separano i significati. Tutto questo per dire che, anche se all'apparenza non sembrerebbe, l'utente si trova in un rapporto preciso sul piano delle disposizioni emotive e corporee con i messaggi che riceve.
Scrittura lisergica
A partire dai primi anni Cinquanta lo scrittore Aldous Huxley abbandona progressivamente la narrativa per dedicarsi sempre più intensamente alla speculazione filosofica. Questa ricerca lo porta ad approfondire gli studi esoterici - intrapresi più di vent'anni prima in occasione dei viaggi in India - e a sperimentare estesamente su se stesso gli effetti della mescalina e dell'acido lisergico - che per primo chiama psichedelico - intesi come strumenti per conoscere le capacità della psiche umana. In particolare, lo scrittore tenta di far convergere in un'unica forma di esperienza la conoscenza scientifica e quella mistica, " ma - come scrive in uno dei suoi saggi di quegli anni - più la scienza amplia i suoi confini e maggior comprensione ci dà dei meccanismi dell'esistenza, più chiaramente spicca il mistero stesso dell'esistenza".
La Scienza sacra
"No, non conosco questo esperimento, ma come studiosa non mi sento di poter escludere nulla: è possibile che ci sia una parte del cervello che si collega allo spirito religioso". Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina non si sbilancia, preferisce essere prudente, anche se dà l'impressione di non voler dare nulla per scontato, pur tenendo a precisare che essendo laica e non credente ha poco da dire in materia di fede e religione.
Professoressa Levi Montalcini, al di là dell'esperimento di neuroteologia fatto dal dottor Newberg potrebbe spiegarci come, secondo lei, il cervello umano si pone biologicamente nei confronti della preghiera?"Se mi si chiede quale componente cerebrale sia realmente attivata sotto la spinta dei momenti di preghiera, onestamente, non posso dirlo, non sono in grado. Tuttavia, posso dire che, sì, è ipotizzabile che una parte del cervello possa reagire in un certo modo agli stimoli della preghiera. Non sono contraria all'idea in sé: perché no?".