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  PSICOTECNOLOGIA
Un immagine del cervelloLa diffusione massiccia e pervasiva della tecnologia sta mutando le condizioni essenziali dell'agire umano. Le capacità degli esseri umani si stanno notevolmente ampliando. I mezzi di comunicazione stanno costruendo un nuovo ordine spazio-temporale, spesso indicato come cyberspace, caratterizzato da una intensa accelerazione dei movimenti. L'istantaneità delle condotte pratiche e dei processi decisionali, per cui la digitazione della tastiera provoca immediatamente degli effetti, talvolta molto complessi, e soprattutto, nemmeno percepibili, da parte dell'utente della Rete, sta realizzando una organizzazione della vita che prescinde dalla presenza di una coscienza attiva.
In altri termini, i new media sono dispositivi di azione che stanno prescindendo da forme tradizionali di intervento umani. Anzi esonerano il soggetto da certe prestazioni caratteristiche dell'agire umano tradizionale, e quindi allentano le pressioni tipiche della coscienza e il senso di responsabilità ad essa connesso. L'idea religiosa e morale di responsabilità affermatasi nella tradizione occidentale sembra essere messa, dunque, radicalmente in questione. Il fondamento antropologico della coscienza sembra non poter essere più operativo nel funzionamento delle nuove tecnologie comunicativa.
Il nostro corpo, come hanno spiegato McCluhan e De Kerchove, reagisce agli stimoli del monitor, al contrario della nostra mente che non riesce con esattezza a descrivere i contorni e le frontiere che separano i significati. Tutto questo significa che , anche se all'apparenza non sembrerebbe, l'utente si trova in un rapporto preciso sul piano delle disposizioni emotive e corporee con i messaggi che riceve. La navigazione sul web, pur nello stato attuale di Internet, cioè caratterizzato dall'uso di una banda ristretta per la trasmissione-dati, offre un'esperienza completamente differente e che sconvolge il nostro modo di accostarci ai fenomeni religiosi. L'intellettualismo che caratterizza la lettura dei libri a stampa è , nel caso dell'universo digitale, messo in questione. I New media creano le condizioni di una diversa pratica. Mentre la scrittura alfabetica è governata dalla linearità della sequenza dei segni percorsa dall'occhio, la scrittura elettronica ipertestuale implica il movimento intrusivo nella mano sullo schermo che non è più guidato da una sequenza preimpostata. Secondo alcuni studi di psicologia cognitiva, il modello della scrittura alfabetica ha imposto alla nostra condotta cerebrale un sviluppo caratteristico, che emerge nei tratti distintivi della nostra cultura. Ad esempio la civiltà occidentale, segnata dall'utilizzo della tecnologia dell'alfabetismo, ha prodotto i propri contenuti culturali utilizzando una pratica di scrittura e di lettura che si svolge secondo un percorso che va da sinistra a destra. In pratica esiste una coordinazione precisa tra l'attività dell'occhio e le prestazioni cognitive del cervello. L'emisfero sinistro della nostra massa cerebrale "vede" riconoscendo la forma dei segni, cioè ne individua la configurazione simbolica, mentre l'emisfero destro analizza la sequenza dei segni e costruisce un ordine che codifica la loro emissione.
E' evidente che la pratica alfabetica, come ha spiegato De Kerchove, cioè l'apprendimento di una certa maniera di leggere e scrivere, ha condizionato profondamente, anche a livello biologico, il nostro modo di vedere, costruire, pensare il mondo.
La sua ipotesi è che mutando le condizioni pratiche del nostro modo di fare esperienza del mondo, in corrispondenza di una rivoluzione digitale dei dispositivi tecnologici che permeano e strutturano il nostro ambiente, si realizzino nuove forme di rapporto con noi stessi e col mondo, differenti modi soggettivi attraverso i quali percepiamo l'interazione con gli altri. In pratica la mutazione psicologica plasma il cervello. L'attività cerebrale sviluppa una risposta evolutiva al nuovo ambiente tecnologico. La psicotecnologia di De Kerchove studia appunta l'interazione profonda tra il frame tecnologico e le prestazioni cognitive, percettive, emotive del cervello.

  di Igino Domanin
gli stessi argomenti su:  SuperEvaVirgilio
   data: 30 mar 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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