Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
ELLROY CONFIDENTIAL
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Società delle Menti > Speciali > Ellroy confidential > Intervista a Ellroy
  INTERVISTA A JAMES ELLROY
Ellroy spiega al Genna come si scrive un libroUna storia drammatica alle spalle. Stuoli di lettori in tutto il pianeta. Produttori di Hollywood che si contendono i diritti dei tuoi libri. Come sta James Ellroy?
Piuttosto bene, grazie. Sono completamente ripulito, rispetto al passato. Vivo con mia moglie a Kansas City, faccio una vita ritirata, non fumo, non bevo, vado in palestra, mi occupo del mio adoratissimo cane. Un mezzo miracolo, se penso alle mie origini. In realtà, l'unica cosa che mi attrae è quella con cui mi guadagno da vivere: scrivo. Anche mia moglie scrive e tra poco sarà pubblicato il suo primo noir.

Ellroy si chiede se il Genna sia un cretinoEppure l'America in cui ti addetri è un gorgo di corruzione, un intrigo nazionale, una selva di complotti che disegna la storia degenerata di un impero al suo sorgere. In Sette pezzi da mille, come del resto in ogni tuo libro, le icone della storia d'America abbondano e vengono scientificamente fatte a pezzi.
Non tutte. E' vero: JFK era un figlio di puttana corrotto, che ha giocato con la vita di migliaia di persone, dalla Baia dei Porci in su. Scopava con Marilyn Monroe: otto volte in tutto, un'ora per volta. Freddie Otash, il Grande Intercettatore degli incontri tra Jack Kennedy e la Monroe, era un mio amico. Letteralmente: un personaggio da romanzo; infatti, in un romanzo (in realtà in due...), ci è finito. Corrotto, sporchissimo, furbo. JFK non era molto diverso: corrotto, sporchissimo, furbo. Suo fratello Bob, no. Era un uomo morale: vedeva lo sfascio che suo padre aveva prodotto col suo sistema di clientele e tentò di farlo saltare. In Sei pezzi da mille compare anche Martin Luther King: un'altro uomo di immensa statura morale.

Sei pezzi da mille ha un plot straordinario. Complotti su complotti che si intrecciano ossessivamente. Come hai fatto a documentarti?
Ellroy, definitivamente depresso dal GennaHo semplicemente letto dei libri e pagato alcuni collaboratori per leggerne altri e farmi un riassunto. Mi sono attenuto alla verità storica soltanto nella sua verisimiglianza temporale: sono stato attentissimo a iscrivere la finzione in armonia con le date e lo svolgimento dei fatti. Ma non rivelo che cosa sia fiction e che cosa sia storia. Non ho scritto un manuale di storia. La verità, per me, è il romanzo.

Ci sono ancora Bondurant e Littell. Non c'è più Boyd. E il nuovo personaggio? Che ne pensi di Wayne Tedrow Jr.?
E' giovane come Ed Exley (uno dei tre protagonisti di L.A. Confidential, ndr), ma non è ambizioso come lui. Rimane incastrato. Dai suoi seimila dollari piove giù un vero casino. Ma sono anche la chiave per affacciarsi sul quadro della grande congiura JFK e su quello che ne segue.

Con il prossimo libro, si chiude la trilogia grandiosa e tragica sull'America dal '57 al '72. Hai già annunciato che è tua intenzione risalire agli anni Venti. Non sei mai stato tentato da un'epica dell'America contemporanea?
No. Scriverò degli anni Venti: un altro intreccio interessante di corruzione e sangue. Dell'America contemporanea non voglio scrivere. Non condividerò mai la mia opinione sull'America contemporanea.

In effetti già in American Tabloid ti lasciavi andare a un parallelo piuttosto irriverente tra JFK e Clinton.
Clinton ha una pancia più nutrita e dei capelli meno fulgidi di JFK. Ma è stato un Presidente piuttosto squallido, invischiato in scandali sessuali. Non c'è la grandezza del romanzo nelle sue vicende.

E Hollywood?
Un solo comandamento: no movie stuff. L.A. Confidential è stato realizzato alla grande, ma c'è soltanto un 20% del libro. Non ho progetti di film. Solo libri: mi interessano solo i libri.

Un'ultima domanda. Mickey Cohen, il maggiore gangster della Los Angelesi anni Cinquanta, adora il suo cane. James Ellroy adora il suo cane. Ci sono differenze tra i due?
Sì. Cohen ama i golden retriever, io sono per i bull terrier.

Ma chi è più ricco: Cohen o Ellroy?
Cohen: era un boss del crimine di Los Angeles. Io non ancora.

  di Giuseppe Genna
gli stessi argomenti su:  Corriere della SeraItalia OnlineJumpyLycos.itla RepubblicaSuperEvaVirgilioYahoo! Italia
   data: 03 apr 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.