Ammettiamolo, con sfrenata franchezza: ci causa un enorme piacere potere finalmente parlare di tre autori italiani autentici, a diversi gradi disinibiti, che tentano generosamente di mirare alto e, con risultati contraddittori, centrano il bersaglio. Parliamo di tre scrittori diversissimi tra loro, per storia personale, per formazione ed esiti letterari. Dedichiamo uno spazio maggiore a un autore che la stampa e l'editoria continuano a sottovalutare con una pervicacia sospetta e fastidiosa: in realtà Antonio Moresco, romanziere prometeico e furibondo, con i Canti del caos supera in intensità il già prodigioso tentativo di giungere alla letteratura assoluta effettuato con Gli esordi. Impastato di Céline, di Hugo, di Eschilo e di postmoderno, Moresco merita più attenzione di quanto non gli conceda l'Accademia stolta e sclerotizzata che governa il regime della letteratura in Italia: abbiamo composto uno speciale a più voci sull'autore mantovano, grazie ai contributi di Andrea Bajani, Roberto Canella e Carla Benedetti - intervista, biobibliografia e recensioni varie incluse. Il secondo autore di cui ci occupiamo è Antonio Franchini. Schivo e appartato, questo scrittore napoletano è giunto col suo ultimo libro, L'abusivo, all'apice della sua letteratura: vibrante e intensa scrittura che sta tra il reportage e l'autobiografia, L'abusivo è un testo che ha una potenza al tempo stesso civile e lirica che maturava da tempo in Franchini e che erompe come uno dei risultati più significativi della narrativa italiana contemporanea, percorrendo in maniera forsennata e malinconica tutti i registri, dal tragico al comico, mentre sotto i nostri occhi si disegna un'Italia devastata e grottesca e un presente che fa da campo di lotta per lo scontro finale tra il sogno e il disincanto. Infine Giulio Mozzi. Si tratta di uno scrittore che la critica ha coccolato per poi rigettarlo nella schiera dei moltissimi narratori che aspirano a una segnalazione. E non dovrebbe essere così: Mozzi è uno dei migliori autori italiani e la sua scrittura (irritante per alcuni, perfetta per altri) è limpida fino alla crudeltà sussurrata che governa l'ultima raccolta di racconti, Fiction.
Italiani che pensano, scrivono, cercano di rompere il cerchio di una narrativa che, negli ultimi anni si è impaludata, marginalizzata, annichilita a fronte degli inarrivanili risultati della letteratura americana, inglese, canadese, russa e indiana. Teniamo d'occhio i nostri eroi: Moresco, Franchini e Mozzi sono nel gruppo di testa della nostra prosa. Leggetevi gli speciali, leggetevi i loro libri.
MORESCO: CANTI DEL CAOS
Il Moresco Furioso - "Sono l'uomo che apre le pance, che fa scoppiare i libri". Una forza travolgente, furibonda, inarrestabile esplode con virulenza impressionante nei Canti del Caos di Antonio Moresco. Scrittore che fu snobbato dall'editoria e che puzza troppo per la critica, Moresco è in realtà uno dei massimi talenti letterari che l'Italia ha espresso in questi anni. Ci parla dei Canti Carla Benedetti, docente di letteratura italiana all'Università di Pisa, mentre Andrea Bajani e Roberto Canella hanno intervistato Moresco e steso un profilo di questo sorprendente autore. E, ovviamente, c'è un estratto dal libro...
L'abusivo - Un romanzo che sovrappone cronaca, autobiografia, passione civile: incentrato sul caso Siani, il giornalista del Mattino ucciso nell'85, il caleidoscopio letterario costruito da Franchini è in assoluto uno dei migliori esiti della narrativa italiana contemporanea.
Fiction - Racconti di ordinario disordine morale: assassini rei confessi, omicidi occulti, amicizie pericolose e ambigue. Sono queste le fiction narrate da Mozzi. Che a metà libro accelera e sconvolge, scrivendo uno dei brani più importanti della letteratura d'oggi...