Nonostante in copertina Feltrinelli ci abbia messo Ivan XXXII il Terribile (il dobermann che assedia Fantozzi alla festa dei ricchi), il nuovo emiromanzo di Moresco (ma romanzo è una categoria che si attaglia ancora a ciò di cui Moresco è geniale e discontinuo demiurgo?) si annuncia come uno dei capolavori della letteratura italiana nel 2001: e l'annuncio viene confermato dalla lettura, faticosa e sfibrante, di questo corpus universale compresso con inaudita potenza in quasi quattrocento pagine di linguaggio titantico, prometeico, aggressivo e contaminante, ad alto indice di radioattività e intelligenza. Esplosione cosmogonica che prelude (forse) al riformarsi di un universo successivo, questa prima parte dei Canti del Caos, l'opus maximum di Moresco (tra un paio di anni si attende l'uscita della seconda metà) rappresenta la sfidaall'Ok Corral tra l'autore di origine mantovana e la tradizione narrativa (europea ma non soltanto) di tutto il Novecento, autentica ossessione di Moresco per quanto si riusciva a intuire sin dagli Esordi. Un libro tremendo, insomma. Una scrittura temibile. Infatti la sclerotizzata Accademia nemmeno si degna di parlarne. Lo facciamo noi: lo abbiamo già recensito, prima che arrivassero i contributi di Andrea Bajani, Roberto Canella e Carla Benedetti, che compongono questo speciale su Moresco.
Parole di fuoco - "Mi sembrava che dopo Gli esordi, per poter continuare questo tipo di tensione, dovevo fare una cosa che apparentemente era totalmente distruttiva persino nei confronti del mio lavoro precedente". Roberto Canella ha incontrato Antonio Moresco e lo ha sottoposto a un terzo grado che più completo ed esauriente non si può. Un'indagine perfetta sul corpo ideologico di uno scrittore massimalista...
di Carla Benedetti - Canti del caos di Antonio Moresco è un libro incandescente, costruito su una struttura romanzesca possente. E non mi pare di esagerare dicendo che è degna di Melville, di Dick, o del Pasolini di Petrolio - anche se non assomiglia a nessuna di queste perché non se ne era forse mai vista una simile...
Ai librai - "Non so fra quanto tempo, non so in che modo, non so con che cazzo di titolo, ma vi arriverà prima o poi in libreria, con le solite schede della nostra casa editrice, il preannuncio di un libro come non ne avete mai visto. Non so che storie ci scriveremo sopra per invogliarvi a ordinarne molte copie, per infinocchiarvi..."
Una storia editoriale lunga e sofferta, divenuta quasi leggendaria tra i lettori che lo adorano allo spasimo: Antonio Moresco ha esordito soltanto nel '93 con Clandestinitą (1993), cui seguirono La cipolla (1995), Lettere a nessuno (1997) tutti pubblicati da Bollati Boringhieri, e Gli esordi (1998), romanzo con cui ha costretto la critica a prendere finalmente posizione sulla sua scrittura titanica, ossessiva, barocca nel senso alto del termine. Andrea Bajani e Roberto Canella tracciano un profilo di questo controverso autore di controversi capolavori... [ CONTINUA ]
MORESCO
Esplode il caso "Canti del caos": il capolavoro di Antonio Moresco, snobbato dalla stampa, viene esaltato su Clarence da uno speciale a firma multipla.
FRANCHINI
Con "L'abusivo", Antonio Franchini compone un libro che ha un impatto civile e poetico impressionante: dalla storia del caso Siani alla Letteratura.
MOZZI
In "Fiction" vengono narrate storie vere che sembrano false e storie false che sono vere. Un appello lucido e appassionato alla letteratura assoluta.