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  ANTONIO MORESCO
Antonio MorescoDi Antonio Moresco (mantovano, classe 1947), si continua a citare la caparbietà contro tutti e contro tutti, il muso duro ostinatamente lanciato contro l'establishment e l'industria culturale, così onanisticamente china su sé stessa a pavoneggiarsi delle proprie (in)finite risorse. Ma non si parla abbastanza della scivolata con cui Moresco a quella stessa industria ha tolto la palla e ha lanciato gli schizzi del suo stesso stanco onanismo. E per farlo non si è messo a teorizzare rivoluzioni dentro labirinti fatti su misura, universi ordinati senza nessun big-bang alle spalle, ma con una serie di libri, tutti o quasi fra i migliori di questi ultimi vent'anni. A cominciare da Lettere a nessuno - di Antonio MorescoLettere a nessuno (Bollati Boringhieri, 1997), libro-verità sul mondo editoriale e culturale italiano, fra veti e paraocchi, promesse non mantenute e mancanza di coraggio. Le varie mariecorti, i sempre assenti goffredifofi, roberticalassi e pincopalla dell'editoria italiana, che sono riusciti ad ignorare per anni i racconti di Clandestinità, La cipolla e soprattutto un capolavoro come Gli esordi. Un po' invettive e un po' richieste di grazia, le lettere inviate da Moresco aprono gli occhi su una realtà meschina di favori e favoreggiamenti, in cui i manoscritti passano solo con l'imprimatur di pochi, miseri eletti. Ne viene fuori un ritratto grottesco dell'ambiente culturale nostrano, soprattutto se confrontato con le difficoltà vere di un uomo che non solo lotta per i propri ideali, ma deve anche sopravvivere nella vita di tutti i giorni. Colpevole di dire tutta la verità senza sconti, di saper leggere i tempi e quindi di anticiparli, di fare letteratura non costeggiandola, rimirandola compiaciuto dall'alto, ma entrando dentro il midollo (l'inchiostro), Moresco non ha cartografato vecchio e nuovo mondo, ma è riuscito a trovare un lembo immacolato, l'ha tirato fuori pazientemente, srotolando il mondo dal suo asse come un gomitolo dal suo fuso. Tutto questo con una lucidità e nel contempo una visionarietà che è dono di pochi.
Negli Esordi (Feltrinelli, 1998) ad esempio c'è questa continua e incontenibile messa a fuoco di una realtà sfuggente e sempre nuova ad ogni sguardo, ad ogni curva. ("Avevo gli occhi spalancati e non vedevo bene, non pensavo ad alcuna cosa che poteva essere pensata"). L'itinerario del protagonista da seminarista ad attivista politico e infine a scrittore, e quello parallelo dell'Italia dagli anni Settanta fino ai Novanta, è percorso con lo stesso occhio allucinato e preciso, con la consapevolezza di un sismografo che riesce a catturare il terremoto mentre tutto il resto sta crollando. Come scrive Scarpa: "Per questo libro possono essere chiamate in causa senza imbarazzo categorie allo stato puro come poesia, comicità, tragedia". Forte di questa coscienza Moresco può permettersi nel Vulcano (Bollati Boringhieri, 1999) e nel libro-intervista con Carla Benedetti (La visione. Un dialogo, KKP, 1999), di prendere le distanze sia da Calvino che da Pasolini, di amare o odiare Beckett, di difendere Céline, di riportare alla luce il coraggio di Leopardi, il respiro lungo di Balzac, l'universalità di Kafka, le autentiche rivoluzioni di Svevo, Tozzi e Gadda... Dopo la breve favola malinconica di Storia d'amore e di specchi (Portofranco, 2000), non pago, Moresco si cimenta con il teatro. La santa (Bollati Boringhieri, 2000) vince il concorso "Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000", indetto dal teatro di Roma. Il testo riesce a comunicare il senso mistico e violento di una vocazione, quella di Teresa di Lisieux, consumata fra giovinezza e morte, per una tragedia dal finale grottesco: la santità bloccata nell'eternità dai lampi al magnesio della neonata fotografia prima ancora che da Dio. E poi siamo ai giorni nostri, alla prima parte dei Canti del caos (Feltrinelli, 2001), a quell'occhio ancora impietoso ed assoluto, e quindi imperfetto. Ma come ha scritto una volta Adorno: "La pagliuzza nel tuo occhio è la migliore lente di ingrandimento".

Antonio MorescoMORESCO
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   data: 15 giu 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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