Racconti a più mani - ma ben si capisce che i più sono scritti da Mozzi direttamente, senza filtri o mediazioni - per narrare della realtà il capovolgimento tra vero e falso: o meglio, tra mondo e fiction. Con le storie di Fiction Giulio Mozzi torna a fare grande prosa, presentando le sue narrazioni brevi, algidissime, crudeli e tenere al tempo stesso, disseminate di dubbi etici, di sguardi incrociati sull'esistenza e sulle pratiche del convivere e del sentire. E' questo lo specifico di Mozzi, e in questo Mozzi è un maestro: la sua scrittura precisa e petrarchesca scava a fondo nelle immagini precostituite del nostro vivere, entra nella normalità e la fa esplodere senza eccessi o effetti speciali. Fiction è un cronacario di casi (reali o inventati?), tutti drammatici e resi con una levità sorprendente, a cui seguono precisazioni e note spesso in tono giornalistico, che spostano l'ottica dalla letteratura a quella paraletteratura che, prima di tutto, è proprio fiction, ricostruzione a posteriori e falsa, plancia su cui l'uomo oggidì si erge per guardare il reale. Ma c'è un capitolo di questo libro (sta a metà della raccolta e si intitola Narratology) in cui Mozzi dismette ogni mediazione letteraria e teorica, pulsa e vibra come mai la sua scrittura ci aveva permesso di percepire, e scrive uno dei brani di letteratura italiana contemporanea che dovrebbero essere studiati a memoria da ogni scrittore. Sorprendente, appunto, e per questo a suo modo titanico (per ciò che affronta e per il coraggio con cui lo fa), Mozzi lascia così intravvedere l'abisso che si apre segretamente in tutto quanto ha scritto finora e in tutto quanto scriverà in futuro.
Cosmologie - "Sembra impossibile presentare il reale senza farlo diventare fiction. Forse la fiction è un a priori, come lo
spazio e il tempo? Mah...". Giulio Mozzi risponde alle nostre domande sulle cronache di gelido e normale orrore che ha raccolto in Fiction. Emerge nelle sue risposte un abisso di sentimento e conoscenza che è la chiave più autentica per capire davvero cosa si nasconde sotto la patinata superficie dei suoi racconti...
Fiction - Con Fiction Mozzi ritorna, dopo la controversa parentesi poetica del Culto dei morti nell'Italia contemporanea, alla forma di cui non soltanto è maestro assoluto in Italia, ma che probabilmente lo proietterà nella storia della nostra letteratura, secondo la precoce profezia del critico Pier Vincenzo Mengaldo all'esordio del giovane Mozzi...
Narratology - "Ciò che dirò, ora, è rivolto a chi scrive i libri, a chi li pubblica e a chi li conserva. Il mio pensiero è questo: bisogna cercare i libri mancanti. Il libro dei libri non è finito. Non tutti i libri che si scrivono e si pubblicano sono destinati a farne parte, anzi quasi nessuno; ma i libri che sono destinati a farne parte devono essere trovati...."
E' emerso, in dura e feroce opposizione al gruppo di coloro che ai tempi vennero etichettati come Cannibali. Ha una padronanza della prosa che non ha eguali in Italia. Ha sperimentato con racconti, reportage, manuali, libri di poesia, ma mai con un romanzo. Giulio Mozzi è nato a Padova nel 1960...
MORESCO
Esplode il caso "Canti del caos": il capolavoro di Antonio Moresco, snobbato dalla stampa, viene esaltato su Clarence da uno speciale a firma multipla.
FRANCHINI
Con "L'abusivo", Antonio Franchini compone un libro che ha un impatto civile e poetico impressionante: dalla storia del caso Siani alla Letteratura.
MOZZI
In "Fiction" vengono narrate storie vere che sembrano false e storie false che sono vere. Un appello lucido e appassionato alla letteratura assoluta.