Riproduciamo alcuni passi da Narratology, il capitolo centrale di Fiction, la nuova raccolta di racconti firmata da Giulio Mozzi. Mozzi si interroga se il Libro dei Libri (così l'autore chiama filologicamente la Bibbia) sia o meno concluso.
Il nostro compito: trovare i libri mancanti.
Ciò che dirò, ora, è rivolto a chi scrive i libri, a chi li pubblica e a chi li conserva. Il mio pensiero è questo: bisogna cercare i libri mancanti. Il libro dei libri non è finito. Non tutti i libri che si scrivono e si pubblicano sono destinati a farne parte, anzi quasi nessuno; ma i libri che sono destinati a farne parte devono essere trovati. Milioni di libri sono stati scritti, quanti di questi possiamo immaginare destinati a fare parte del libro dei libri? Oh, non voglio dettare elenchi. Questo sì e questo no. Dovrà essere dettato, il questo sì e questo no, ma non certo da me. Coloro che oggi proteggono e difendono la compiutezza del libro dei libri, coloro che oggi erroneamente annientano diciannove secoli e cinque anni di storia d'amore tra il dio e il suo popolo, ugualmente costoro, se si convertiranno, potranno presiedere alla ricerca dei libri mancanti. A chi altri, infatti, potremmo affidare questo compito? Non certo a gente come me, che non sa nulla. [...]
Lo stesso libro dei libri chiede di essere continuato.
Eppure il libro dei libri dice: Vi sono ancora molte altre cose che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. Il libro dei libri dice dunque di se stesso: io sono solo una parte di ciò che poteva essere scritto, quindi molto altro può essere scritto. Ma una convinzione che è durata diciannove secoli e cinque anni - la convinzione che il libro dei libri, così com'è, sia compiuto - non si scalza in breve tempo. [...]
Appello agli scrittori di libri.
Chiedo a chi scrive libri di meditare attentamente su queste mie povere parole. Quale ambizione maggiore può esservi, che di aggiungere un libro al libro dei libri? Né la fama, anche estesissima; né il favore dei potenti, anche sicuro; Né l'approvazione degli eletti, anche unanime; nulla può confrontarsi con questa ambizione.
Il mio compito presente e futuro.
Io d'ora in poi - come peraltro già faccio da anni - leggerò tutti i libri con una sola domanda nella testa: questo libro, è un libro che può essere aggiunto al libro dei libri? Questo libro, racconta - magari attraverso enigmi e immagini deformate - un episodio della storia d'amore tra il popolo e il dio? In questo libro, dice e scrive il dio? Questo libro, mi dice che cosa sono io, che cos'è la storia nella storia che sono io? Nient'altro mi interesserà, dei libri che leggerò. Niente che non parli del dio e del popolo, e del loro grande e duro amore, io considererò degno di lettura.
MORESCO
Esplode il caso "Canti del caos": il capolavoro di Antonio Moresco, snobbato dalla stampa, viene esaltato su Clarence da uno speciale a firma multipla.
FRANCHINI
Con "L'abusivo", Antonio Franchini compone un libro che ha un impatto civile e poetico impressionante: dalla storia del caso Siani alla Letteratura.
MOZZI
In "Fiction" vengono narrate storie vere che sembrano false e storie false che sono vere. Un appello lucido e appassionato alla letteratura assoluta.