Il corpo è il punto di partenza e quello di arrivo della scrittura poetica (e critica) di Bernard Noël. Non si spiega altrimenti la vitalità e la profondità d'indagine (attualissima) di un libro che il poeta francese aveva pubblicato nel 1958, sua raccolta d'esordio e immediato successo di critica di un intellettuale destinato ad appartenere all'élite degli scrittori francesi all'altezza del 2001. Passato, in seguito, per le derive (tutte francesi) della meditazione sullo sguardo, Noël è tornato con forza a ribadire la consistenza quasi eonica del corpo: esso è il concreto sé, ciò a cui apparteniamo in profondità. E nelle profondità del corpo Noël si lancia a investigare, a cercare di illuminare le zone di senso che si aprono quando si pratica una sorta di anatomopatologia poetica come questa, straordinaria, che egli conduce con rigore e partecipazione assidui e folli in Estratti del corpo.
La consistenza eonica del corpo ricostruisce a priori la complessità di un universo contratto ma espandibile (per l'appunto tramite lo sguardo) secondo i canoni di una tradizione umanistica (laicamente neoplatonica, azzarderemmo) che mette in relazione l'alto con il basso, il cosmo con l'uomo. Noël è a tratti esplicito nei richiami di una simile operazione di riesumazione culturale: "Ci fu un dentro e ci fu un fuori, ma il dentro conteneva il suo fuori che diceva me intanto che lui diceva io"; oppure: "La terra sprofonda nel mio corpo. Io sono la terra e lo sprofondamento della terra"; o ancora: "C'è un alto, un basso. C'è una palla vuota dove l'occhio gira". Sono tutte immagini emblematiche, che potremmo facilmente ritrovare in un barocco italiano o in un contemporaneo dramma tedesco. Per questo tentativo di riedificazione a singulti di una visione poematica dell'opera (certo: si parla di un poema contemporaneo, che poco ha a che vedere, dal punto di vista formale, coi poemi della tradizione), Bernard Noël si è salvato dall'etichetta che lo scetticismo ermeneutico ha formulato per contenere lo spaesamento nel secondo Novecento. Ciò spiega perché un testo del '58 sia, in tutto e per tutto, un testo perfettamente contemporaneo: potrebbe essere stato scritto l'anno scorso.
La tendenza alla prosa poetica è lo sfondo stilistico in cui Noël inscrive la sua bisturizzazione del corpo noumenico, fisico e spirituale, denso e sottile. E' un affare tutto francese, questo della prosa poetica: da Baudelaire in poi, i francesi non si sono liberati di questa tentazione, sulla quale hanno elaborato volumi critici a migliaia. Nel caso di Noël, invece, tutto si tiene: i rari versi, le incursioni prosastiche altro non sono che le onde smosse dalla potenza della scaturigine: quel foro buio, interiore, in cui Joyce, nel Dedalus, racchiuse la letteratura a venire.