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  "L'ACCHIAPPASOGNI": DAL LIBRO
L'Acchiappasogni - di STEPHEN KINGE' Kurtz (evidente ammiccamento al Brando di Apocalypse Now), il comandante delle truppe che si occupano dell'astronave aliena nel Maine, a parlare ai suoi uomini in questo brano dal nuovo romanzo di Stephen King.

«Non sono un parlatore, ragazzi, parlare non è il mio mestiere, ma voglio che sappiate che questo non è - ripeto non è - un caso in cui ciò che appare è ciò che è. Quello che vedete sono una sessantina di umanoidi grigi, apparentemente asessuati, che se ne stanno lì nudi come Dio li ha fatti, e voi - o almeno alcuni di voi - direte: "Insomma, poveretti, tutti nudi e disarmati, che implorano pietà accanto al loro aeroplanino intergalattico, che razza di mostro potrebbe sentire quelle voci supplichevoli e massacrarli comunque?" Stephen KingE io vi dico, ragazzi, che quel mostro sono io, sono quel guerrafondaio postindustriale postmoderno criptofascista politicamente scorretto, Dio santo, e, a chi mi ascolta, dico che sono Abraham Peter Kurtz, ufficiale in pensione dell'aeronautica militare, numero di matricola 241771699, e conduco quest'operazione». Prese fiato, gli occhi fissi sugli elicotteri. «Ma, ragazzi, sono qui per dirvi che i grigi stanno interferendo con noi sin dalla fine degli anni Quaranta e io mi sono occupato di loro dai tardi Settanta, e vi assicuro che se un tizio viene verso di voi con le mani in alto dicendo che si arrende non vuol necessariamente dire che non nasconda addosso una carica di nitroglicerina».
«I pesci grossi e intelligentoni che nuotano nei centri di ricerca dicono, perlopiù, che i grigiolini hanno cominciato a venire dopo che abbiamo fatto esplodere bombe atomiche e bombe II, che sono venuti qui come insetti attratti dalla luce. Non so niente di tutto questo, non sono un pensatore, lascio che a pensare siano gli altri, le super zucche, però la vista ce l'ho buona, e vi dico che quei figli di puttana grigiolini sono innocui quanto un lupo in un pollaio. Nel corso degli anni ne abbiamo presi un bel po', ma nessuno è sopravvissuto. Quando muoiono, i loro corpi si decompongono rapidamente e si trasformano in quella schifezza che vedete qui sotto, quello che chiamate il fungo di Ripley. Talvolta esplodono. Capito? Esplodono. Il fungo di cui sono portatori - o forse è il fungo l'elemento dominante, come sostengono altre zucche ancora - muore con facilità se non trova un organismo ospite vivente - sottolineo il vivente - e l'ospite che preferiscono è, Dio Santo, il buon vecchio homo sapiens. Non appena ve ne beccate anche una sola scaglietta sotto l'unghia, non ce n'è più per nessuno: Katie prendi il fucile e sbarra la porta».
Non era proprio la verità - anzi era ben lungi dall'essere la verità - ma nessuno si batte con la ferocia di un soldato spaventato. Questo Kurtz lo sapeva per esperienza. «Ragazzi, i nostri grigetti sono telepatici, e sembrano in grado di comunicarci questa loro caratteristica attraverso l'aria. Ci contagia anche se non prendiamo il fungo, e se da un lato la capacità di leggere il pensiero può apparirvi divertente e farvi diventare l'anima della festa, io, d'altra parte, posso dirvi qual è la tappa successiva: schizofrenia, paranoia, separazione dalla realtà, insomma, follia totale. Le super zucche dei centri di ricerca, che Dio le benedica, credono che, al momento, questa telepatia sia relativamente di breve durata, ma non c'è bisogno che vi dica che cosa potrebbe succedere se i grigiolini riuscissero a sistemarsi comodamente qui.
Voglio che ascoltiate con attenzione quanto devo dirvi adesso. Come se da questo dipendesse la vostra vita, chiaro? Quando ci prendono, ragazzi - ripeto, quando ci prendono - e tutti voi sapete che i rapimenti ci sono stati, e non tutti i resoconti sono menzogne architettate da fuori di testa... insomma, le persone in seguito liberate hanno spesso subito degli innesti. In alcuni casi si tratta solo di strumenti - trasmettitori, forse, o qualche specie di monitor - ma in altri casi si tratta di creature viventi che si nutrono dell'organismo ospite, ingrassano e lo riducono a brandelli venendo alla luce. Questi innesti sono stati impiantati da quelle stesse creature che vedete laggiù, tutte nude e innocenti. Affermano che non sono portatori d'infezione anche se sono infetti sino al buco del culo. Ho visto queste cose per più di venticinque anni, e vi dico che questa è un'invasione, è la partita decisiva del campionato, e voi giocate in difesa. Non sono dei piccoli ET inermi, in attesa che qualcuno dia loro una carta telefonica per chiamare casa, sono una malattia. Sono un cancro, e noi siamo una massiccia dose radioattiva di chemio. Mi sentite, ragazzi?». Nessun affermativo questa volta. Nessuno. Nessun ricevuto, nessun sì. Applausi nervosi e nevrotici, vibranti di aspettativa.
«Cos'è quella roba laggiù, Owen? Quelli che, uscendo stamattina, si sono dimenticati d'infilare scarpe e calzoni?»
«Cancro, capo»
«Giusto. Adesso dà l'ordine e procediamo. Avanti, Owen». E, con gesto studiato, sapendo che gli uomini negli altri elicotteri lo avrebbero guardato (non aveva mai fatto un sermone del genere, mai, e addirittura senza averne preparato neppure una parola, se non nei suoi sogni), girò il berretto all'indietro.

  Stephen King - L'Acchiappasogni - Sperling & Kupfer - 34.900 lire

  di Giuseppe Genna
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   data: 30 ago 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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