"E allora? Cosa avete in mente, per quest'anno? Chi fate Nobel per la letteratura? Claudio Cecchetto? Ezio Greggio? Piero Angela?". Aggressiva e pervicace: così si è presentata, a Stoccolma, la delegazione di Clarence in visita ufficiale all'Accademia incaricata di assegnare il prestigioso riconoscimento (si dice sempre così...). I rappresentanti di Clarence, accolti in pompa magna (ci hanno offerto il caffè alla macchinetta, ma lo zucchero era finito), memori delle rovinose conseguenze della nomina a Nobel conferita a quel dentuto burlone di Dario Fo, hanno formulato il battagliero appello. Il noto cabarettista, come ricorderete, dopo la premiazione è tornato in Italia annunciando che si sarebbe battuto contro tutti e tutto, e a favore di tutto e tutti, e così ha fatto: appelli per Sofri e contro la sponsorizzazione dei tram a Milano, lamentele sulle cacche dei piccioni e sulle parrucche delle vecchiette, attacchi ferocissimi all'Accademia dei Lincei e al salumiere sotto casa. "Non vogliamo un altro Fo" ha detto il capo-delegazione di Clarence, un facchino che si è addormentato nel reparto bagagli dell'aereo per Stoccolma e che è stato immediatamente arruolato come portavoce dei nostri diritti (nella foto a fianco). Gli accademici hanno ascoltato con interesse le motivazioni dei delegati di Clarence, e hanno chiesto una pausa per riflettere. Hanno riflettuto, si sono presentati alla delegazione e hanno letto il verdetto: "Che cos'è Clarence?". Noi, indignati, per protesta ci siamo accampati fuori dell'Accademia. Facevano 30° sotto zero. Nonostante il nickname, il nostro redattore di Società delle Menti, l'inquietante Poeta Freddo, si è raffreddato è stato ricoverato dopo otto minuti netti per broncopolmonite. Adesso è ancora sotto osservazione nell'ospedale svedese ma pare che tenga sotto osservazione le infermiere svedesi.
Il picchettaggio, comunque, pare avere avuto i suoi risultati (suoi di chi? Boh...). Il nostro candidato favorito era Bodo Camuffho, uno dei nostri autori prediletti, celeberrimo poeta e carpentiere liberiano, che ha lottato con veemenza tutta la vita contro l'apartheid e la malta. La seconda scelta, Emirino Lussu Ferrari, è il migliore tra i romanzieri dialettali italiani, anche perché in Italia, i romanzi dialettali, li scrive solo lui.
In un primo momento, il "niet" dei giurati è stato nettissimo. Poi voci di ufficio hanno incominciato a girare, colme di speranza ed emozione per le nostre orecchie: pareva che il cognome del Nobel di quest'anno iniziasse per Grass. Noi abbiamo immediatamente telefonato al nostro Grassilli, il creatore della striscia di Clarence. Se semo bevuti e se semo magnati festeggiando. Infine, l'annuncio: non era Grassilli, era proprio Grass il Nobel 1999.
Insomma, siamo tornati scornati, tranne il Poeta Freddo, che ci comunica da Stoccolma che la convalescenza sarà lunga e difficile. Almeno Cecchetto non l'hanno fatto Nobel. Per noi è già un bel risultato.
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