Jack Kerouac - Lo sappiamo tutti perché è conosciuto. Con il suo On the road ha dato la stura al movimento più anarcoide, ubriacante e folle della letteratura novecentesca. Non si tratta soltanto della formazione spirituale dei giovani hitcher o hypster che siano. Qui si mette in gioco davvero che cosa si vuole e che cosa si desidera in un mondo fattosi giungla metropolitana. Una volta a Jack Kerouac chiesero che cosa realmente sognasse nella vita, e lui rispose: "Voglio vedere il vero volto di Dio". Ecco perché, al di là degli sputtanamenti a base di droga alcool e sesso, i beat rimangono gli ultimi metafisici del nostro tempo, gente che se ne è bellamente fottuta dei riconoscimenti e dei soldi, delle accademie e delle università: si è messa sul serio per la strada, ha fatto la fame e ha patito la sete di esperienze, per raggrumare, nel corso di vite che l'era globale giudica assurde, qualche frammento di Luce nel grigiore dell'occidente.
ALLEN GINSBERG
L'Urlo di Allen - Se Kerouac è il romanziere di punta dei beat, il poeta senza alloro della BG (se si cingeva d'alloro, lo mandavano affanculo gli altri beat) è sicuramente il grande Allen Ginsberg. L'autore dello sconvolgente grido di Howl, di Kaddish del postumo ma incredibile Papà respiro addio è l'insuperato cantore di un mondo di cemento che cerca il proprio cuore. E lo trova.
WILLIAM BURROUGHS
Il pasto è nudo - Il cattivo maestro dei beat è un uxoricida che si è strafatto di ogni droga possibile. Ha messo per iscritto le sue allucinazioni, creando una tecnica di montaggio ancora insuperata. Senza tanti sbattimenti, ha fondato il Postmoderno. Burroughs è il Re del senso che si manifesta nel caos assoluto: della mente e del mondo...
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