 | | ANNA FALCHI E M.ME FLAUBERT |  |  |
Anna Falchi fuma voluttuosamente, si riassetta le bocce, e sbuffa: "E' ora di finirla con i soliti intellettuali. Sono stanca, stressata, parecchio bionda. Voglio il riconoscimento che mi spetta. L'Accademia è morta, sepolta, finita, kaputt, e io sono una leader di un nuovo movimento di intellettuali italiani. Siamo in tanti a essere scocciati con gente tipo Raboni, Mengaldo, Asor Rosa, che hanno fatto il loro tempo e pure quello degli altri. Stiamo anche pensando a un manifesto".
Che tipo di manifesto?
Stiamo parlandone. Dev'essere dirompente. Luciano Moggi vuole che ci siano le mie tette, vuole fotografarle di persona. Fazio, invece, è più incline a metterci Gambadilegno. Lina (Sotis, ndr) vorrebbe farlo in stile liberty con tinte violette e lillà su sfondo grigio plumbèe. Io sono ancora indecisa. Ma una cosa è certa: ci sentiranno.
Anna Falchi quando la Parietti Le ha chiesto come ha scoperto l'eros, Lei ha risposto: "Con Madame Flaubert di Bovary". Cosa intendeva?
Niente di più di quanto ho detto. Potevo citare anche altre letture per me capitali, di quelle che ti cambiano la vita. Che so? Per esempio lo splendido Charles Baudelaire di Fiori del Male, un collettivo di poeti tipo i Neri per caso, ma un po' più fichi e disperati (e guardi, è durissima essere più disperati dei Neri per caso). Poi c'è la lettura che mi ha fatto scoprire la passione per la musica classica, Petrarca, un libro curato da Canzoniere, che non ho ancora conosciuto personalmente, ma vorrei approfittare di quest'occasione per salutarlo, dev'essere uno del Sud, questo Canzoniere. Mi sono data anche alla filologia che trovo una roba ganzissima. Ho scoperto, ad esempio, che c'è un altro libro che si intitola Petrarca, scritto da I Trionfi de la Morte, un autore plurimo tipo Luther Blissett, sono dei tipi anarchici del Medioevo o giù di lì, amavano il genere Gothic, e anch'io lo amo.
Se lo ama, cosa fa per il genere Gothic?
Guardi, l'amore non è una cosa così, non servono delle cose speciali per dimostrare che si ama qualcuno: è una questione di giorno per giorno, piccoli gesti, magari anche portarti a letto la colazione al mattino. A me piace farlo per Gothic, perché a Gothic piace farlo con me.
Anna Falchi, perché la gente è tanto ignorante?
Perché legge poco, semplice.
Perché la gente legge poco, Anna Falchi?
Perché questa gilda assurda degli intellettuali si ostina a scrivere in questi caratteri piccolissimi. Ho avuto un problema agli occhi a furia di leggere con questa lettere piccole piccole. E' ora di finirla. Per esempio, c'è una bellissima pubblicazione di Moira Orfei, faccio un nome a caso di una nuova teorica della letteratura, che ha scritto un manifesto: ma l'ha scritto benissimo, guardi è bellissimo, e tutti riescono a leggerlo, ha le lettere grandi.
A proposito del manifesto della Orfei, lei che è una donna, e che donna!, che ne pensa della letteratura femminile?
E' stata bistrattata. Merita più riconoscimento. C'è questo testo fantastico di un'autrice del Medioevo o giù di lì questo romanzo stranissimo, Dante Alighieri. L'autrice, Divina Commedia è stata tanto biasimata per avere scritto un libro in un tempo in cui la donna doveva solo cucinare e rassettare, da scegliere questo bellissimo pseudonimo, Divina Commedia. Almeno, credo che sia uno pseudonimo, anche se da quando sono filologa ho capito che nel Medioevo usavano nomi strani.
Cosa Le ha insegnato Dante Alighieri, Anna Falchi?
A essere più fichi, a correggere i propri difetti. La storia è quella di uno con un naso enorme che cerca di scoparsi una che, siccome il tipo ha il nasone, non gliela dà. Ho capito la lezione, sono andata a farmi correggere il naso e le labbra.
E le tette? E le tette no?
Ho provato, ma quando stavo per fare l'anestesia, ho scoperto che Luciano Moggi si era travestito da chirurgo estetico. Mi spiace, ma Divina Commedia insegna proprio questo: mai mettere le proprie tette in mano a gente tipo Luciano, anche se è un grande amico, tra uomo e donna non può esserci amicizia e mi piacerebbe provare, dopo anni di amicizia in cui non ci pensavamo nemmeno, a innamorarsi tra due grandi amici.
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