Occhio al thriller - Arriva Natale e l'editoria gioisce. E' in occasione delle feste, infatti, che le case editrici realizzano gran parte degli introiti annuali. Da un po' di anni, visto il calo generalizzato dell'intelligenza e del grano, non è più propriamente così; però non importa, i miliardi entrano ugualmente nelle magre casse degli editori italioti: un po' di meno, certo, ma pur sempre di miliardi si tratta. Dall'altra parte della barricata, coloro che vogliono acquistare libri per regalarli: sommersi da un rumore di fondo degno di un circo Barnum (no, non quello di Baricco... ;-D), assaltati da campagne promozionali e strenne, bombardati da interviste di Camilleri sul comunismo, della Allende sul fascismo, di Eco sul tapiro come metafora illuministica. Un gran casino, insomma. La Società delle Menti è solidale con chi non ci capisce più niente. Avanza consigli, per aiutare a districarsi tra un cofanetto di Christian Jacques e un romanzo di Ammaniti (primo consiglio: dribblateli entrambi...). Oh, benintesi: consigli umili e irriverenti, come al solito...
E' una legge vecchia come il cucco: l'intellettuale lo disdegna, ma lui se ne frega e vende comunque tantissimo. Il bestseller di Natale riserva quest'anno alcune gradite sorprese: anzitutto la scrittura morbida e coinvolgente di Isabel Allende, regina assoluta di fine anno. E poi: il ritorno di Hannibal, l'assurda raccolta di racconti di Camilleri. Di costoro abbiamo già parlato. Per regalare bestseller che siano libri decenti, invece, i consigli sono: Günther Grass, Ann-Marie MacDonald (nella foto), Abraham Yehoshua e l'ultimo thriller di Micheal Connelly .
NOIR, GIALLI & BOILED
Dantec, Ellroy e gli altri - Forse ancora più che la fantascienza, è il noir il genere di fine secolo. Lo hanno ripescato dal ghetto della scrittura di genere, e hanno capito che non esiste più una scrittura di genere. In cambio, abbiamo guadagnato libri straordinari e scrittori altrettanto straordinari. I consigli per la stagione? Il nuovo Maurice Dantec (in Francia è un culto), la Tijuana di Ellroy e una sorpresa italoamericana: Sandra Scopettone.
Zanzotto, Majorino e le lettere di Hughes - L'epistolario in versi per Sylvia Plath: Ted Hughes, poco prima di morire, ha dato alle stampe una formidabile raccolta di poesie, bellissime, struggenti. Altre novità? Il Meridiano dedicato ad Andrea Zanzotto, che raccoglie poesie e prose del migliore contemporaneo italiano. E l'autoantologia di Giancarlo Majorino.
TUTTI I TITOLI PIU' BELLI
Così è se ci pare - Non ci frega nulla delle balorderie critiche e accademiche. Non ci importa un fico secco delle promozioni e delle marchette giornalistiche. Questi sono i titoli in libreria che ci piacciono; e tanto basta. Siamo tifosi smaccati, hooligan della pagina scritta, ribelli della lettura. Tifiamo per: Pasolini, Vollmann, Pynchon, Wolfe, Simenon, Benni & Fofi, Civita & Cosenza, Panikkar e Scòzzari.
DUE PERLE: MICHEAL CURTIN E VICTOR HUGO
La Lega antiNatale - Un romanzo incredibile, tragicomico, filosofico-grottesco, dove roteano in sospensione fibrillanti figure indimenticabili. Un irlandese disoccupato che rimpiange di non essere stato preso a calci sulla testa a diciotto anni, quando giocava a rugby Un commercialista che vorrebbe travestirsi da donna ma teme gli venga un colpo e lo ritrovino morto in guepiere e reggicalze nella stanza di un hotel. Un cameriere che vive con moglie e suocera e odia i cotillon. L'ex dirigente di una finanziaria che ha lasciato moglie e lavoro per dedicarsi alla propria missione: diffondere l'uso del linoleum nel mondo. E per finire, la bellissima e agguerrita proprietaria di "Unipolitan", la grande rivista femminile, alla perenne ricerca di un vero maschio al solo scopo di poter fare il contrario di quello che dice lui. Curtin è un'autentico e delirante genietto...
L'uomo che ride - L'incredibile capolavoro dimenticato di Victor Hugo è uno dei romanzi più belli della storia della letteratura. Dentro c'è tutto: il destino, il complotto, lo sghembo e il metodico, la risata e la lacrima. Un'Inghilterra trasfigurata, un buffone sfregiato, una cieca bellissima e candida, un alchimista - Ursus - con un cane che si chiama Homo, tre giudici infernali, carceri che sembrano uscite da un incubo di Piranesi, complottisti di regime, aspiranti al trono, nobili, masse di diseredati. Un teatro umano barocco, una suspence che dura - a colpi di colpi di scena - per novecento pagine, e che si chiude perfettamente, come un cerchio di fuoco che torna su se stesso. Un labirinto affascinante, che si beve pagina per pagina, anche grazie a una traduzione inarrivabile.
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