Quando sembrava ormai fatta, il Parlamento Europeo ha deciso di impedirci di gioire: i Savoia non torneranno in Italia, continueranno a frignare su "Oggi" e su "Gente", ammazzeranno tedeschi a piede libero (i Savoia, non i tedeschi). Speravano di portare le Loro persone (chi? un gruppo vacanze? han messo su un'agenzia viaggi?) sul patrio suolo. Eravamo felici, pensavamo che fosse un segnale chiaro per Hollywood e il cinema americano: l'avanspettacolo italiano è vivo e vegeta sotto le insegne (ir)reali di Casa Savoia. E "Casa Savoia" doveva intitolarsi la trasmissione che i nobili decaduti avevano proposto a Mediaset: un po' di lira per le loro tasche vuote, e in cambio avevamo una nuova edizione (aggiornata e rotacista) della coppia Vianello-Mondaini. Peccato: ci abbiamo creduto fino all'ultimo: ora che Craxi non c'è più, il gagà savoiardo ci avrebbe risollevato il morale... Sospiri di sollievo da Aldo Giovanni e Giacomo: "Un trio più forte del nostro, ci avrebbero rubato il lavoro". Pubblichiamo, in ogni caso, l'accorato appello che Vittorio Emanuele ci aveva inviato prima di apprendere la ferale notizia. A seguire, le reazioni: a favore del ritorno, Giovanni Trapattoni; contrario, Giorgio Bocca.
Il Trap- "L'Italia ha bisogno, nell'attuale situazione di confusione a centrocampo, di un uomo forte. E Vittorio Emanuele è troppo forte, fa morire dal ridere. E' stato uno sbaglio, un complotto ai danni della Federazione italiana: è il solito complotto di Blatter, con Matarrese certe cose non succedevano".
Giorgio Bocca- "Lasciate che ve lo dica uno che ha militato per dieci anni nella lotta partigiana (dal '52 al '63 mi sembra...). Chi sarebbe 'sto partigiano? Io??? Mai stato partigiano. Vittorio Emanuele? Lo usavamo io, Scalfari e Cuccia come birillo per il bowling. Erano tempacci, quelli (parlo del '25)..."