Volevo essere un liberale. L'individualismo neodecadente di Sgarbi lo spinge a tentare l'avventura politica. Un tempo, quando ancora Costanzo non gli aveva fatto da talent-scout, frequentava il salotto culturale della Rai 2 craxiana, e inorridiva quando il vulcanico Bagnasco, mitico conduttore del programma cult Mixer Cultura, proponeva il paragone tra le prodezze del dannunzianesimo e la politica-spettacolo del situazionista all'italiana, del futuro liberal-libertario-liberista Marco Pannella. Poi arriva la fama, il successo. Spodesta Bonito-Oliva negli indici di gradimento televisivi. incontra finalmente l'abbronzatissimo Altissimo, allora segretario dell'elitario e molto chic partito-club dei liberali ( ma ve lo ricordate che cos'era allora il P.L.I.?). Comincia la scalata. Ferrara lo invita al suo show e si mette subito in luce per la maniera incisiva nella quale sa insultare Leoluca Orlando e tutti gli sfigati che provano risentimento verso la gloriosa Nomenklatura della Prima Repubblica. Poi, il diluvio. Tangentopoli sommerge il sistema e Sgarbi rimane da solo, sulla sua rubrica tenacemente e profeticamente a difendere la nostalgia di un epoca che sembra tramontare. Ma ha visto giusto. Perché il suo datore di lavoro, L'editore Silvio Berlusconi sta per fondare un mitico team, che farà parlare molto di sè. Si fanno chiamare gli Azzurri, e gridano Forza Italia. Finalmente nella sociatà dei simulacri il linguaggio calcistico e dello show business sostituisce definitivamente il politichese. La nuova euforia inebria subito Sgarbi, che si riconosce nelle direttive del partito-azienda. Si scopre così che ha un notevole talento comico. Saranno irresistibili, ad esempio, i suoi numeri di imitazione come quando farà Bossi o prenderà per i fondelli la Pivetti. Poi si mette in testa di fare un suo movimento politico. Imita adesso Pannella. Giunge così alla sintesi degli opposti, che, ai tempi di Mixer Cultura, riteneva inconciliabili: superomismo e clownerie. Fa amicizia con Grauso. Svolazza sui cieli dell'Islam, pensando di fare il volo su Vienna. Ha appena organizzato un volo-charter per violare l'embargo aereo imposto dal 1990 dall'Onu a Saddm Hussein. Fa la Lista Sgarbi per combattere il degrado monumentale italiano, e per sparare a zero contro amministratori pubblici e soprintendenze avverse. Il risultato è, però, alla fine gramo. Berlusconi gli toglie la rubrica quotidiana. E lo sbatte a fare il critico in poltrona, goffo e malinconico, in orari assurdi. L'audience è prossima al tracollo. Finirà a fare il testimonial al mobilificio Rudiana.