Anni fa, Russell Crowe, il divo assoluto del Gladiatore, aveva un'aspirazione: diventare una rock star. Scrisse un orecchiabile motivetto, Voglio essere come Marlon Brando. Oggi, vuole soltanto essere come Russell Crowe: gli è andata bene. A cinque anni dall'atterraggio sul pianeta Hollywood è una delle star più contese dell'intero showbiz.
Eppure all'inizio non hai badato più di tanto alla proposta di Ridley Scott.
E' vero. Stavo lavorando per "The Insider", ero assorbito totalmente dalla mia parte. Tra l'altro, grazie a quel film mi è arrivata la nomination all'Oscar.
Poi hai accettato il ruolo che Ridley Scott ti offriva. Come ti sei trovato con lui?
Beh, è un maestro, e lo testimoniano i titoli di cui è stato autore, da "Blade Runner" ad "Alien" a "Thelma & Luise". Un'intensità simile, da parte di un regista, non l'avevo mai sperimentata. Avrei ucciso per la mia parte, esattamente come RS avrebbe ucciso per il suo film... La scoperta del soggetto, poi, è stata uno di quei momenti incredibili, un'intuizione eccitante, un'"Eureka!".
Nonostante tu sia un neozelandese, vesti perfettamente i panni di un generale romano.
Sì, sono nato in Nuova Zelanda, ma sono cresciuto in Australia, in un ranch a nord di Sidney. Entrare totalmente nella parte è una delle prove più affascinanti a cui ti sottopone il mio mestiere. In "The Insider", ho dovuto ingrassare di una ventina di chili e invecchiare di vent'anni. Per interpretare Maximus, ho dovuto tornare in forma.
Progetti?
Recitare con i grandi. Cercare di interpretare i film migliori, che segnino la memoria del pubblico.
Ti hanno visto mentre baciavi Jodie Foster. E' un progetto anche questo?
(Sorride, ndr) Meglio che progetti di non commentare...
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