Italia a luci rosse. Basta con Fellini, Visconti e Salvatores. I nuovi miti del cinema italiano si chiamano Silvio Bandinelli, Gianfranco Romagnoli e Mario Salieri. Chi sono? I più famosi registi di film porno italiani. Roba di cui vantarsi, insomma. La cosa positiva è che la maggior parte di loro percepisce l'idiozia del mestiere professato, anche se si vanta dei favolosi introiti che procura. Fatto sta che, dopo l'America, il primo mercato al mondo con tredicimila nuove pellicole l'anno, l'Italia è la nazione più impegnata in questo settore con circa 300 film su un totale europeo di un migliaio.
I nostri film sono inoltre richiestissimi, considerati di qualità superiore per contenuti e ricercatezza delle riprese. Ah, il genio degli Italiani...E pensare che il nostro Paese è fortemente penalizzato dal punto di vista delle riprese. La legge infatti vieta di girare film porno in Italia e così tutte le parti "hard" si realizzano a Budapest o giù di lì.
E anche la teoria del cinema incomincia a interessarsi del fenomeno: Gianfranco Romagnoli per esempio si lancia nel definire la differenza tra film erotico (che serve a eccitare) e film porno (che porta diritto al piacere). Con buona pace di Roland Barthes, che si rigira nella tomba con la sua "Camera chiara".
Tra pochi mesi si apriranno anche scuole specializzate per aspiranti attori porno e nasceranno nuovi master all'università. Altro che new economy. Il mestiere più vecchio del mondo è quello che ancora funziona meglio.