Aveva davvero ragione Marshall McLuhan quando parlava di villaggio globale e, conseguentemente, di tribù. Nella tribù tutti sanno tutto, vedono tutto, ascoltano tutto. La dimensione privata non esiste, il separè non è ancora stato inventato, l'intimità è un concetto avulso. Anche oggi, forse, viviamo in una tribù non molto diversa da quelle primitive. L'unico concetto mutato è quello di "vicinanza" ma, per il resto, poco è cambiato. Il vicino di cui vogliamo sapere e vedere tutto non è più quello della porta accanto (al quale siamo indifferenti), ma quello che abita a migliaia di chilometri di distanza e che ha attrezzato la sua casa come un piccolo studio televisivo. Lo vediamo mentre fa colazione, lo osserviamo quando è a letto, lo spiamo quando va in bagno. "Tanto, tutto ci è concesso perché lui lo sa - pensiamo - noi che colpa ne abbiamo?"
La verità è le web-cam casalinghe, più o meno celate, stanno diventando un fenomeno sempre più vasto in Rete che, dal canto suo, rappresenta il frame tecnologico necessario per soddisfare esigenze recondite e ancestrali. Ecco allora che trasmissioni come "Il grande fratello" costituiscono solamente la punta dell'iceberg del fenomeno vuoyeristico digitale, ovvero la sua dimensione più spettacolarizzata e scoperta. Altra cosa sono siti come Pupa, il cui gestore, Juan Pablo Olmo, proclama di voler rendere pubblica la sua vita 24 ore su 24 tramite una serie di telecamere installate nella sua casa. E' possibile anche chattare con l'argentino ventiseienne e scambiare foto e indirizzi, ovviamente erotici.
Un esperimento analogo è quello tentato dal cileno Enrique Piraces, il quale ha deciso di vivere recluso nella sua abitazione fino alla fine dell'anno, sopravvivendo soltanto grazie agli acquisti realizzati su Internet. Ovviamente, la sua casa è costellata di piccole web-cam collegate 24 ore su 24 dalle quali è possibile osservare tutti i suoi movimenti.
Inoltre sarebbe fin troppo facile citare le innumerevoli web-cam a sfondo sessuale di cui è cosparsa la Rete. Ragazzine appena maggiorenni, adolescenti in cerca di amicizia, siti per facili adescamenti: le telecamere digitali sono ormai ovunque. Bisognerebbe chiedersi perché accade tutto questo.
La risposta, di innegabile pregnanza, la lasciamo a sociologi e psicologi della comunicazione, limitandoci a notare che la Rete, se da un lato è nata per le esigenze dei militari, dall'altro sta prolificando anche e soprattutto per le esigenze dei guardoni.
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