L'11 agosto sarà il gran giorno di Paul Verhoeven: il regista dai basic instinct verrà infatti omaggiato del Pardo d'onore. E cari amici, non cominciate a storcere il naso, pensando con nostalgia agli omaggiati del passato (da Sam Fuller a Joe Dante): il nostro Paul, l'olandese volante trapiantato a Hollywood, merita il riconoscimento e i nostri ringraziamenti. E' vero, negli ultimi anni il suo curriculum è fatto di film brutti o perlomeno discutibili, ma aspettate il nuovo Hollow man per darlo per spacciato.
Gli osservatori più attenti ritroveranno le due ossessioni che hanno fatto grande il cinema di Verhoeven: il sesso e la mutazione del corpo, della carne, del "quarto uomo". Filtrate da un alto tasso di provocazione (la sua è una produzione temutissima e assai tagliata/censurata in ogni dove) e da un immaginario hi-tech che, soprattutto con i mezzi hollywoodiani, ha trovato nella fantascienza-thriller i generi più congeniali da cui partire. Citando uno dei suoi film, si potrebbe dire: "L'amore e il sangue", perché l'erotismo di Verhoeven ha bisogno di plasma per nutrirsi e il sangue non può fare a meno dell'amore...