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IL PATRIOTA
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  ARIDATECE "VIA COL VENTO"
Ledger e Gibson in una scena de Il PatriotaAridaje. Dopo quella boiata pazzesca di The Skulls - I teschi, il cinema made in Hollywood ritenta il colpo. Ieri, giovedì 17 agosto, è stato infatti presentato in anteprima (il film dovrebbe poi uscire regolarmente alla fine della prossima settimana) Il Patriota, versione kolossal della guerra d'indipendenza delle colonie americane dall'impero britannico. Un altro sasso gettato nello stagno della programmazione estiva, programmazione (?!) che vede trionfare il cartello "Chiuso per ferie" sulla gran parte delle sale del Belpaese. Così, sull'onda della grancassa delle major e delle polemiche create ad hoc (pare che gli inglesi non abbiano gradito il taglio della presunta ricostruzione storica...), noi di Clarence ci siamo recati pieni di speranza davanti al cinema milanese che proponeva l'anteprima. Una fiumana di gente ha riempito platea e gallerie, con diffusi mormorii di soddisfazione per il privilegio di poter essere testimoni dell'evento. Evento? Ebbene sì, evento: perché nella mia lunga carriera di cinéphile e di cronista cinematografico non avevo mai visto tanta approvazione del pubblico per un'autentica boiata. Centosessanta minuti di inguardabile retorica, di interpreti assolutamente disadatti alla parte, di immagini che dovrebbero grondare sentimenti ed eroismo e che invece fanno l'effetto di un defilée malriuscito. Il tutto scandito dalla peggior colonna sonora della secolare storia del cinema e dalla ricerca di effetti grand guignol da hard discount nelle scene di guerra.
Onestamente devo dire che qualche sospetto già s'era insinuato nella mia speranzosa attesa di pre-visione. Sospetto dovuto al nome del regista del film, Roland Emmerich, mai sufficientemente esecrato per alcune sue "perle" precedenti. Tipo StarGate o Independence day. E siccome non c'è due senza tre, e spesso il tre è peggio degli altri due, il buon Emmerich con Il Patriota è riuscito a superare se stesso. A un certo punto, travolto dall'ennesimo primo piano del faccione di Mel Gibson, ho addirittura ripensato con godimento selvaggio ai baffetti di Clark Gable nel sempreverde Via col vento, o (per stare ai giorni nostri) al truce sguardo mistico del Gladiatore Russell Crowe. E che dire dei piano sequenza delle scene belliche, se non aridatece Kubrick e lo Spielberg dei primi venti minuti di Salvate il soldato Ryan? Insomma, è inutile continuare a sprecare spazio web: questo Patriota sarebbe proprio da non vedere. Peccato che il pubblico dell'anteprima milanese non sembrava pensarla così: incredibile, ma vero, alla fine in molti hanno applaudito, mostrando di aver gradito l'orrida sbobba. Ma non sarà forse stato come il battimano dei passeggeri di un aereo dopo l'atterraggio? Ovvero, il sollievo per la fine. Al box office della prossima stagione cinematografica l'ardua sentenza.

  di Giuseppe Genna e Maurizio Pluda
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   data: 18 ago 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  

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