Transilvania, anno 2000. Sulla torre più alta del castello del Conte Dracula è montata un'enorme parabola satellitare. Dracula, stanco di bere sempre lo stesso sangue puzzolente dei contadini del posto e affascinato dai lustrini della televisione italiana, decide di spostarsi in Italia, terra di bellezza e di poeti. D'altronde, Dracula e il suo fedele servitore si accorgono presto che è dura la vita dei profughi rumeni in Italia: si ritrovano infatti ad abitare in una casa pulciosa, nella periferia di Roma, dove l'unico posto aperto di notte, nelle vicinanze, è un Centro Sociale. Dracula comincia così a frequentare il Centro Sociale e si imbatte in un mondo particolare, fatto di rap, hip hop, reggae e comitati politici, dove incontra Zora, una giovane writer che gli cambierà completamente la vita. Zombie Mc, rapper appassionato di horror, è l'unico a intuire che quello strano individuo che si aggira per il Centro Sociale, è Dracula il vampiro; al fine di salvare dalle grinfie del signore della notte la sua amica Zora, Zombie parte alla caccia dei vampiri coadiuvato da un esercito assurdo: compagni comunisti e anarchici guidati da un prete acchiappa vampiri. Il finale, che non stavolta riveliamo per non rovinarvi il gusto di vedere il film, è forse un po' troppo scontato e ispirato ai buoni sentimenti. Da non perdere comunque.
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