23 ottobre 2000 - Un incontro milanese per riflettere sul cinema come impegno sociale
"Ma non ti fremono le mani? Non ti vien voglia di tirar cazzotti?", domanda il ragazzo della fila davanti mentre sta guardando il film. "Eccome", replica l'amico. La pellicola che stanno proiettando è Placido Rizzotto, Pasquale Scimeca il regista, la sala è la Camera del Lavoro di Milano, la sera del 23 ottobre. Pochi minuti prima la band musicale siciliana Agricantus terminava un concerto.
Teatro insolito per vedere un film e ascoltare dal vivo la colonna sonora. Certo, ma non per questa pellicola. Il lungometraggio è infatti la storia di un sindacalista socialista siciliano che maturò le sue posizioni politiche facendo la Resistenza come partigiano sui monti della Carnia, in Friuli: Placido Rizzotto, ucciso la notte del 10 marzo 1948 per mano mafiosa perché, dalla Camera del Lavoro di Corleone (Palermo), organizzava i contadini per occupare le terre dei boss locali. Un personaggio scomodo quindi, perché attivamente impegnato per smantellare proprio quel sistema fondiario su cui Cosa Nostra poggiava (e poggia ancora oggi) le sue fondamenta. Placido Rizzotto è solo uno dei 36 sindacalisti uccisi in Sicilia negli anni dell'immediato dopoguerra. Ma la sua storia è un simbolo della lotta dei sindacati e delle istituzioni contro la Mafia. Il capitano dei Carabinieri che condusse l'indagine sull'omicidio era Carlo Alberto dalla Chiesa. Il sindacalista che sostituì Rizzotto nel lavoro di denuncia rispondeva al nome di Pio La Torre. Luciano Liggio fu il boss che uccise il sindacalista di Corleone.
Il film, dove storia, mito, impegno, rabbia, rigore stilistico si confondono magicamente, è stato presentato quest'estate al Festival di Venezia. Lunedì, a Milano, in anticipo sull'uscita nei cinema, ha ricevuto la consacrazione del pubblico meneghino. La sala della Camera del Lavoro era gremita. Quaranta minuti prima della proiezione del film i posti (gratuiti) già erano esauriti. Al termine del film si è innescato un dibattito a cui hanno preso parte esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni. "Mi fa tanto piacere vedere come Milano ha risposto a questo appuntamento", ha detto Gerardo D'Ambrosio, procuratore capo nel capoluogo lombardo. "Quella stretta di mano - ha continuato D'Ambrosio- tra Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa alla fine del film ha suscitato applausi spontanei che dimostrano l'impegno di questa città in campo sociale". In sala era presente anche Nando dalla Chiesa, il figlio del generale dei Carabinieri ucciso a Palermo nel 1982. "Mio padre, quando era a Corleone, aveva solo 29 anni. Un ragazzo che si doveva confrontare con un mondo complicatissimo. Questo film mi ha aiutato a capire la sua storia, la storia della mia famiglia e mi ha fatto riflettere su come mio padre, nonostante le infinite assoluzioni ai vari processi di mafia, incluso quello per l'omicidio Rizzotto, abbia continuato a credere nelle istituzioni".
Il film è un omaggio al coraggio di questi uomini del sud, influenzati dagli ideali di libertà acquisiti in prima persona durante la guerra partigiana o assaporando gli immaginari trasmessi dal "Vento del Nord". E contemporaneamente è in grado di risvegliare, nello spettatore di oggi, quel sentimento latente di ribellione. Denunciando, urlando o tirando cazzotti. Come lo spettatore della fila di fronte.
Il cast
Regia, soggetto e sceneggiatura di Pasquale Scimeca, con Marcello Mazzarella (nel ruolo di Placido Rizzotto), Vincenzo Albanese (Luciano Liggio alias lo Sciancato), Carmelo di Mazzarelli (Carmelo Rizzotto), Goia Spaziani (Lia)
Musiche: Agricantus
SCREENSHOT IN ANTEPRIMA
Se desiderate avere qualche anticipazione del nuovo film, fate un giro qui sotto. Troverete gli screenshots delle scene più rappresentative di tutta la storia e il collegamento al sito del film.