Derrick de Kerckhove, approdato nuovamente in Italia - una nazione tra le più sensibili alle sue teorizzazioni sull'evoluzione dei media -, ha insistito sulla mutazione di percezione del reale, accelerata dall'impetuosa esposizione all'aura mediatica veicolata dalle nuove tecnologie.
Le due nozioni più importanti dell'approccio di DK consistono nella cyberception e l'hypertinence, di cui a Milano l'erede di McLuhan ha discusso lo statuto ontologico e presentato una sommaria fenomenologia.
Cyberception Mutuata dal lavoro di Roy Ascott (che, oltre che artista elettronico, è un importante teoreta degli orizzonti dell'epoca digitale: è direttore del CAiiA-STAR, un centro cognitivista di ricerca sul newtech presso la University of Wales College di Newport), la cyberception è il momento di transizione, elaborazione e unificazione dei dati durante l'esperienza dell'interfaccia (che sia con video o con realtà immersive poco importa). L'estensione di questa categoria porta DK a parlare di "percezione dorsale" (oltre che vista, sono coinvolte anche nuca e schiena) come evoluzione del "dominio visivo", implementata dal passaggio che porta la cultura alfabetica a essere assorbita da quella elettrica. Ne riescono trasformate quasi tutte le categorie percettive che prendono vita nel "terzo mondo" del cyberspace: passaggio dal visivo al tattile, annullamento del concetto di prospettiva a favore di quello di immersione, ruolo fondamentale del salto tra fisico a mentale piuttosto che tra mentale a fisico, centralità del concetto di "fluttuanza" rispetto a quello di stasi o di "soggetto solido". E', del resto, il terreno di ricerca dei più avanzati tra i lab del MIT.
Hypertinence
E' la seconda nozione sviluppata a Milano da De Kerckhove. Si tratta della selezione mirata nell'individuazione dei contenuti richiesti, che stabilisce un organico parallelo tra funzionamento del cervello e motori di ricerca. L'indistinguibilità delle due funzioni, nell'universo digitale, struttura nuove e inedite forme di memoria ed elaborazione dell'informazione e delle idee, conducendo a una precisione dell'atto cognitivo che convive a pieno con il bombardamento e l'apparente caoticità della proposta di stimolazioni che il Web induce nel soggetto connesso.
De Kerckhove ha poi presentato il progetto di un nuovo e delirante browser per network d'idee. Questo protocollo è delirante non tanto per la tecnolgia che impiega (simile a quella che presiede a una gestione sofisticata dei newsgroup), quanto per il fatto che - nonostante le previsioni ottimistiche dei tecnosciamani - i network di pensatori non esistono ancora.