Derrick de Kerckhove è il direttore del McLuhan Program in Culture & Technology e docente presso l'università di Toronto, dove si è laureato nel 1975, in letteratura francese. Assistente, coautore e traduttore di Marshall McLuhan per più di un decennio, si è specializzato in teoria dei media e ha raccolto l'eredità del suo maestro, amplificandone le implicazioni teoriche in un cruciale momento di passaggio storico: quello che ha imposto non soltanto il Web come protocollo comunicativo, ma che ha mutato irreversibilmente gli orizzonti del lavoro (individuale e di gruppo) e della trasmissione di informazione da ogni fonte.
Il suo primo libro, Understanding, è stato pubblicato dall'Unesco nel 1984, l'anno stesso in cui, con Amilcare Iannucci, ha editato McLuhan e la metamorfosi dell'uomo, pubblicato in Italia da Bulzoni. Interessato alle modificazioni cognitive e percettive che la cultura alfabetica ha operato sull'uomo occidentale. E' da questo stadio teorico, mutuato dalle elaborazioni di Ong filtrate da McLuhan, che De Kerckhove approfondisce la nozione di "brainframe", probabilmente il suo maggiore contributo - se non il più originale - all'analisi fenomenologica della rivoluzione mediatica di questi anni (il suo testo più importante è proprio Brainframes: Technology, Mind and Business, edito nel '91). Proseguendo le indagini (allora pionieristiche) di Benedikt sul cyberspace, DK estende l'idea della "cornice di riferimento" a uno spazio che non è né fisico né mentale, ma fisico e mentale al tempo stesso. Dalla fenomenologia di questo inframondo (e delle sue sconcertanti implicazioni sociali, economiche e financo biologiche) provengono i migliori contributi di De Kerckhove dopo Brainframes, attualmente impegnato nella concreta elaborazione di nuovi protocolli di comunicazione e scambio di informazioni su base network.
Tra le sue pubblicazioni in Italia, spicca l'edizione InterZone Feltrinelli de La civilisation video-cretienne ('90).