Roberto Grassilli intervista il maestro disneyano Giorgio Cavazzano. Roba del genere non la leggerete mai da nessun'altra parte. E aspettate a dire "meno male"... Dovete sapere che Grassilli, oltre a essere uno dei due neo-miliardari fondatori di Clarence, è anche un grande esperto di fumetti. Provate a pensare che cosa si possano essere detti al telefono il papà di Clarence e quello di Topolino in Italia...Adesso smettete di pensare, e leggete il resoconto qui sotto.
Maestro Cavazzano? Siamo del portale Clarence, per
quell'intervista...
Ah, certo, metto giu' la matita e sono a vostra disposizione.
Perbacco, uno dei maggiori autori della Disney italiana, dopo 34
anni in pieno servizio attivo... Per caso ci conosci, vieni a vederci
sulla rete?
Sono sincero, non vi conosco. Ma ricordo bene Clarence de "La
vita e' meravigliosa". L'ho disegnato anch'io, assieme a Bonvi, su
"La citta'". Clarence e James Stewart, ovviamente caricaturati.
Topolino e' stato ed e' una lettura attraverso la quale sono
passate numerose generazioni di italiani. E' ancora "il giornalino"
per eccellenza? Riveste questo ruolo centrale nel mondo fantastico
dei bambini d'oggi? Come va la battaglia contro la Play-station?
Beh noi, dall'interno della testata, ci sentiamo oggi nel ruolo
che hanno i secondogeniti nelle famiglie: l'amore dei lettori
dobbiamo conquistarcelo, anche con qualche ruffianeria. Anni fa
Topolino era invece il primogenito nelle edicole italiane:
l'attaccamento del pubblico era dovuto, indiscutibile. Erano altri
anni. La cosa piu' difficile e' mantenere nel tempo l'affetto dei
lettori, ma devo dire che i nuovi dirigenti Disney sono piuttosto in
gamba, hanno messo di nuovo il rispetto per chi compra il giornale al
primo posto. Io sono ottimista.
Ma in casa tua si legge Topolino?
Si', ma non per dovere o qualcosa del genere. Ti assicuro che ho
amici anche piu' giovani che lo leggono ancora con piacere. Qualcuno
di loro e' abbonato. Si accorgono dei miglioramenti recenti, le
storie migliori, i redazionali non banali... Si lagnano della
pubblicita', ma questa e' storia vecchia di trent'anni...
Beh, trent'anni fa noi quarantenni di oggi non ci lamentavamo
delle pubblicita' del fucile Molgorino o delle piste Polistil, anzi.
Eh eh eh, questo e' vero...
Piu' in generale: il fumetto, in particolare in Italia. Questo
strano media ancora tutto artigianale, prodotto di artisti che
realizzano pezzi unici. Il mercato pare restringersi sempre di piu'
attualmente in USA la Disney non ha testate di comics, nemmeno in
libreria. Diventerà appannaggio di pochi appassionati con molti soldi
da spendere?
Anche nei Parchi a tema Disney non si vede un fumetto... Beh,
guarda, quando ci si trova fra vecchi amici disegnatori come Silver,
Manara, Giardino, si parla spesso dei tempi d'oro. Ricordando testate
come Sorry, Totem, il Mago, Il Corriere dei Ragazzi, dei Piccoli...
davano spazio alla creativita', era normale cercare di essere
originali, stimolanti. Sono cambiati i tempi: oggi noi autori
dobbiamo cercare di capire, non dico che siamo obbligati ad
adattarci, ma percepire i nuovi modi di comunicare.
Ti riferisci a testate come PK o MM?
La Disney e' stata coraggiosa a lanciare questi nuovi albi, dove
la qualita' e' mediamente alta, ci sono nuovi autori che portano idee
inedite. Silvano Mezzavilla, Tito Faraci riscuotono gia' l'affetto
dei lettori. E una nuova generazione di disegnatori in pochi anni
farà conoscere il proprio stile.
A proposito di nuove leve che si stanno formando: l'Aaccademia
Disney, di cui sei uno dei Fari Guida. Ce ne parli? Come arrivano i
ragazzi? Ammiratori, fanatici di Paperino? Come conciliano la
naturale tendenza anarchica di un giovane creativo con le linee guida
necessariamente rigide della casa?
Oddìo, piu' che un faro sono una candela, la mia e' una
collaborazione recente... E' vero, in accademia ci sono aspetti ben
definiti e separati. Io mi sto occupando dell'area Topolino e gli
immediati dintorni, come Minnie. I corsisiti in realta' sono amici
professionisti che gia' da anni collaborano con le testate Disney;
assieme abbiamo lavorato su regia, impaginazione, chiavi di lettura,
equilibrio, documentazione. Ma in effetti questi ragazzi sono i primi
fan dell'universo di Paperino e soci, in tutta sincerità non ho mai
percepito nel loro lavoro una sofferenza dovuta a rigidità
stilistica. Non si sentono ingabbiati, anzi.
E i personaggi classici, che tu hai contribuito a mantenere
giovani ed attraenti? Resteranno per sempre? Cambieranno? In che
modo? La mia generazione sembra distratta ma in noi c'e' una specie
di ortodossia disneiana. Intendo dire: se vediamo Pippo diventare
padre, o Qui Quo e Qua travestiti da rappers in certe serie animate
per la tv storciamo subito il naso...
L'ho storto anch'io, e mi e' anche rimasto un po' storto! Quando
negli anni 70 Mickey Mouse veniva utilizzato in maniera secondo me
sbagliata, dentro a storie banali dove magari lui figurava come un
confidente sciocco, Minnie nient'altro che una petulante, molti
lettori si sono allontanati. Da lettore anch'io soffrivo per la poca
cura messa nei racconti, perche' i nostri lettori sono legati ai
personaggi e non ammettono la mancanza di coerenza o di rispetto per
le loro personalita'. Non sono un editore ma penso che in quell'epoca
abbiamo perso l'occasione per vendere molte piu' copie. Mantenere i
personaggi vicini al gusto contemporaneo non vuol dire far mettere su
famiglia a Pippo, ma adattarlo lentamente ai cambiamenti della
societa', senza stravolgerne l'essenza.
Io in questo momento sto disegnando la casa di Topolino. Non posso
visualizzarla nello stesso modo in cui la immaginavano i grandi
disegnatori americani degli anni '30 o '40. Devo inserire oggetti,
quadri, tapezzeria che ricordino il mondo che vediamo tutti i giorni.
In mezzo, il personaggio deve recitare in maniera naturale, come
fosse un attore di oggi.
Noi Clarenciani siamo nello stesso tempo irriverenti e
ammiratori. Se vedi il nostro Clarence, l'angelo simbolo del portale,
non si puo' dire che non sia anche un'omaggio alle rotondità
rassicuranti disneyane. La maestria e a volte il kitsh che ci arriva
da Burbanks, California ci attirano e ci stordiscono. Insomma, se la
Fiat fabbricasse la 313 di Paperino noi tutti ce la compreremmo, e
fra Quarto Oggiaro e Disneworld personalmente sceglierei la seconda
destinazione. Ma c'e' anche la multinazionale, che e' una specie di
macchina da guerra. Omologatori? Dispensatori di sogni
preconfezionati? Grandi narratori, artisti? Come percepisci i tuoi
datori di lavoro?
Anch'io provo sentimenti contrastanti. La cosa che piu' mi
spaventa di queste grandi aziende, e non parlo solo di Disney, e'
l'ingordigia ad ogni costo. Mi toglie un po' di entusiasmo: Pero'
penso che ci siano settori e responsabili, in questo enorme
organismo, ancora bravi e coscenziosi. In Italia siamo piuttosto
Fortunati, ma anche in Francia e Danimarca le cose vanno bene.
Il grande Walt, il fondatore: figura discussa ed anche
maltrattata in questi ultima anni. Un tuo pensiero?
Ho letto la biografia "Il principe nero di Hollywood", che parte
con la chiara intenzione di demolire il personaggio. Ma via via che
questo libro scandalistico va avanti traspare affetto verso Disney.
Certo, era un imprenditore della sua epoca, che usava quello che
aveva a disposizione. Sapeva con chiarezza dove voleva arrivare ed
era poco incline ad accettare i consigli dei suoi collaboratori. Ma
e' stato un grande, grande creatore. Ce ne fossero.
Quali altri fumetti leggi? Hai qualche passione che col mondo
Disney non ci azzecca per niente? O hai solo armadi pieni di
Almanacchi Topolino?
Per esempio Akira e' un fumetto che mi ha appassionato molto. Ma
l'elenco sarebbe lungo...
Sei uno dei disegnatori piu' amati. Cosa ti sembra di aver messo
di tuo nell'universo del topo piu' famoso del mondo?
Dovrei fare il modesto e dire: ma no, non ho fatto nulla... Se ho
un merito puo' essere identificato nell'atteggiamento che ho sempre
avuto nel fare il mio lavoro: considerare l'editore un tramite,
pensare al lettore, rispettarlo. Oggi ricevo persino lettere di
ammiratori che mi lasciano imbarazzato, emozionato. Penso a quando
ero anch'io un semplice lettore e mi dico. 2Chi l'avrebbe mai
detto..."
Tu che conosci il dietro le quinte... Ma che fine ha fatto la
sorella di Paperino, Della? C'e' per caso una storia che non si puo'
raccontare? Come mai non e' piu' tornata a riprendersi Qui Quo e Qua?
Ci sono molte domande "Clarenciane" che potrei farti...
Aiuto! Datemi il tempo di trovare un bravo sceneggiatore che mi
aiuti a rispondere.
Giorgio, questa intervista ci pare già bella, ci fermiamo qui.
Ti ringraziamo per la disponibilità.
Venite a trovarmi in Accademia, cosi' presentiamo Clarence a Topolino...