Navigli. La zona più tipica e famosa di Milano. Il trio di amici Aldo, Giovanni e Giacomo (che mantengono i loro nomi anche nella finzione cinematografica) decide di trasferirsi in un vecchio capannone disabitato. Col sudore della fronte, ne esce fuori una casa originale, abitante e accogliente che sarà teatro di buona parte del film. Non si può dire che i tre se la passino bene. Uno lavora come comparsa alla Scala, l'altro ai magazzini generali come mimo vivente, il terzo sogna di fare l'attore. Tutto fila liscio fino a quando non compare l'ormai solita Marina Massironi, che inizia una storia d'amore con Giovanni. Purtroppo, l'amore finisce presto. Giovanni cerca di raggiungere Marina a Francoforte per riallacciare il rapporto, ma la sua ex è rimasta a Milano per un contrattempo e, peggio del peggio, decide di andare sul posto di lavoro di Giovanni. Lì incontra Giacomo che, nel tentativo di sostituire l'amico al lavoro, è persino riuscito a farsi licenziare. Dopo una giornata passata assieme, Marina e Giacomo si scambiano un occasionale ma appassionato bacio. Marina scappa e Giacomo si pente subito, decidendo di confessare l'errore a Giovanni. Durante le prove del Cirano, che i tre stanno preparando assieme per debuttare a teatro, Giacomo si confessa. Giovanni, dopo la tirata Milano-Francoforte-Milano, viene a sapere in un colpo solo di aver perso il lavoro e di essere pure cornuto. Sfascia tutto, insulta tutti e se ne va. Apparentemente per sempre.
Passati tre anni, Marina, Giovanni e Giacomo si ritrovano controvoglia per dare l'estremo saluto ad Aldo, che nel frattempo si è trasferito in Sicilia. L'amico di un tempo ha avuto un incidente gravissimo. Giunti sul posto, lo trovano infermo a letto e in stato di demenza. Giacomo e Giovanni vanno a comrare delle medicine e, al ritorno, non trovano più Aldo nel letto. Mentrre stanno pensando al peggio, le mura della stanza cominciano magicamente a ruotare e i due si rendono conto di trovarsi su un palcoscenico di un teatro gremito di gente. Copmare Aldo, più arzillo che mai, e inzia a recitare il Cirano. I due, spauriti, prendono coraggio e intepretano quella commedia così tanto preparata ma mai messa in opera. L'agnizione finale si chiude a tarallucci e vino, con un fiume di buoni sentimenti che rendono giustizia all'amicia ritrovata.
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