Piero Chiambretti è stato uno degli eroi della mitica Raitre della fine anni ottanta. Il palinsesto, patrocinato dall'intellettualissimo Angelo Guglielmi, esponente importante dell'avanguardia letteraria Gruppo 63 e critico temuto e rispettato, annoverava le celebri trasmissioni kabuliste di Michele Santoro, inventore dell'agorà mediatica di Samarcanda, il situazionismo di Enrico Ghezzi e Marco Giusti,ossia i guitti di Blob, e la testa lucida e rasata dello skinhead marxista Sandro Curzi. Erano gli ultimi anni della Prima Repubblica, ma il CAF, cioè l'alleanza di ferro tra Craxi-Andreotti-Forlani, imperava nelle tv di Stato. Il luciferino Berlusca aveva già dichiarato che i suoi nuovi tigì sarebbero stati il megafono delle idee del Pentapartito. In quella atmosfera decadente, da crollo dell'Impero, la Rai3 svolgeva la sua lotta impari. In quel contesto, dove dobbiamo ancora ricordare il garbato Andrea Barbato, spunta la figura di Pierino. E' un incendiario. Le sue trasmissioni sono l'apoteosi paradossale del neorealismo televisivo vaticinato dall'eminenza Guglielmi. Clarence vi racconta tutta la parabola del chiambrettismo. Fino alla sua ultima trovata: fare il regista. Così assistiamo all'anteprima milanese della sua prima opera cinematografica Ogni lasciato è perso, seduti insieme all'improbabile critico Tatti Sanguineti e all'immortale mago Mimmo. Morale del film: " A una donna ci vogliono 20 anni per trasformare un figlio in un uomo. Ad un'altra 20 minuti per farne un cretino". In compenso ci sono le due ragazze protagoniste del film: le splendide Vanessa Ansbert e Gretha Cavazzoni. Che regalano in esclusiva il loro sorriso a Clarence. Vedere per credere.
LA RECENSIONE
Cronache di un povero amante- Chiambretti scrive con la macchina da presa un pezzo della sua autobiografia. Poteva essere un capolavoro pulp. Non ne ha avuto il coraggio. Piero conduce un folle viaggio sentimentale. Un dramma erotico-ossessivo incentrato sulla frase: Gira alla larga nanetto! Talvolta centra l'obiettivo. Chiambretti sa muovere la macchina da presa, ha il senso del montaggio. E prende astutamente lezioni di sceneggiatura dal grande Leo Benvenuti. Per il momento il Chiambretti director resta solo una promessa. Il pubblico decreterà se avrà l'opportunità di mantenerla.
Non puntare allo sbigliettamento- "La televisione è peggio del cinema, ma il cinema è peggio della televisione". Con questa enigmatico aforisma Piero Chiambretti ci spiega il suo punto di vista artistico. Fa coppia con la zarina Rita Rusic che gli impedisce però di girare un apoplettico finale pulp. Sopravviverà il redivivo Piero al giudizio divino del botteghino? Non rischia di finire sommerso dall'onda micidiale di Aldo, Giovanni e Giacomo? Ecco come risponde l'inossidabile Pierino Chiambretti.
Guru e attore.- Carlo Freccero, geniale direttore situazionista di Rai2, recita nel film di Chiambretti. Nel corso di una scena cult scaglia una serie infinita di posaceneri sull'inerme Piero. E gli intima l'anatema dello sponsor televisivo Nel film si vede anche il cinico e temutissimo critico gastronomico EDoardo Raspelli recitare nel ruolo di un invadente cameriere. Inoltre c'è pure il playboy torinese, flaccido e sornione, Charlie Ferrari nel ruolo di se stesso. Chiambretti si diverte a mescolare realtà e finzione. Come ad esempio quando fa pubblicità occulta al suo ristorante La cozza.
PIERO AMARCORD
Complimenti per la trasmissione- Valdostano d'origine, ma torinese d'adozione e torinista per fede. Partecipa in gioventù a programmi sfigati con il dimenticato Sammy Barbot. Presto però risale la china. Viene notato dal raffinato e perfido Direttor Guglielmi che gli offre la chance di apparire nel salotto colto della sinistra catodica. Vi ricordate le domeniche televisive in compaglia del self control di Andrea Barbato? Ecco come Chiambretti furoreggiava, prima che fossimo sommersi dal buonismo ebete di Fazio.