Piero Chiambretti è stato uno dei massimi artefici del neorealismo televisivo propugnato dalla Raitre di Angelo Guglielmi. La rete comunista, l'isola antagonista della comunicazione catodica nell'era degli ultimi fasti di Andreotti e Craxi, lanciò una serie di format, ancora oggi considerati degli autentici capostipiti dell'ideologia del reality show, come il Chi ha visto? dell'accoppiata tra il rosso paonazzo Guzzanti senior e l'ex fidanzatina di Baglioni Donatella Raffai, oppure le vocianti piazzate mediatiche del tribuno Michele Santoro. La protesta saliva in tutto il paese contro la ladroneria del CAF ( il mitico Craxi-Andreotti_Forlani), e Raitre combatteva la sua battaglia antagonistico-catodica. Il realismo di allora è adesso degenerato nelle storie assurde raccontate da Maria De Filippi e nell'arena del Grande Fratello. come inizio il fenemeno Chiambretti? L'astuto Direttore Angelo Guglielmi notò il giovane Piero, la sua verve aggressiva e sconsiderata, la capacità di maltrattare l'idizia del pubblico telvisivo. Il primo Chiambretti ricordava l'irruenza del mitico dottor Kranz di Paolo Villaggio. Infatti, Piero propone il Divano in piazza, dove fa accomodare, nel corso di una trasmissione domenicale Va' pensiero condotta dalla ditta Barbato & Beha, dei malcapitati provvisti solo di una cultura ancestrale. Loro sono inermi e lui li inganna selvaggiamente. Per far sganasciare il pubblico cinico della sinistra colta, che preferisce l'austero Barbato alle frenesie festive di Boncompagni e le sue ninfette. Il successo è ampio, Chiambretti dilaga. Vince il Telegatto come rivelazione dell'anno 1988. Nel 1989 realizza il suo capolavoro: Complimenti per la trasmissione. Una trasmissione geniale, dove riesce a infiltrarsi, con la scusa di proporre un inattendible quiz a premi, nelle case di rusti e villani disseminati sul territorio di tutta la Penisola. Dopo realizza delle perforanti incursioni nelle arene degli stadi e negli spogliatoi calcistici, approda pure sulla ribalta della comunicazione politica. Riesce a far incazzare Forlani e Craxi, i quali non riescono nemmeno a capire cosa gli stava accadendo. L'anno seguente sarà lui a condurre il pomeriggio domenicale su Rai3. E' all'apice del successo. Il programma del 1990 Prove tecniche di trasmissione è il suo massimo risultato di pubblico. Nel 1991 realizza la striscia quotidiana del Portalettere. Travestito da postino, Chiambretti interroga Cossiga sulle sue virtù di Picconatore delle istituzioni. Per tre anni sparisce, la sua icona brilla solo negli spot pubblicitari. Ma nel 1994, quando Berlusconi conquista il potere è richiamato alle armi. Anche lui scende in campo. E lo fa in coppia con il comico militante Paolo Rossi. Ma Paolino e Pierino combattono una battaglia difficilissima. La trasmissione Il Laureato non morde a sufficienza, forse sovraccaricata dell'ira ideologica dei neopartigiani catodici. Il primo si comporta come un tossicodipendente, in quanto crede di essere la reincarnazione di Lenny Bruce, l'altro annaspa. Fino al punto che cade nell'errore di ripetere l'esperimento. Nella seconda edizione del programma, si ritrova a fianco un incomprensibile e avvinazzato Enzo Jannacci. Vittorio Sgarbi in un mitico duello all'università di Camerino lo affonda pubblicamente. Addirittura per la prima e unica volta, il conduttore di una trasmissione abbandona il palcoscenico e lascia campo libero al suo ospite-invasore. In evidente crisi di ispirazione Chiambretti recita la parte del guitto, in compagnia di Nino D'Angelo nel corso di uno squallido Dopofestival al al Sanremo 48esima edizione. Il ventesimo secolo si chiude per lui mestamente. Idea un programma fiacco come Fenomeni, dove porge le battute a due cariatidi isteriche come Busi e Mughini. Per desolazione balla con la siliconatissima Victoria Silvestedt. Decide allora di smettere con la tv e di provarci col cinema.