... Dopo essersi scaramanticamente toccato il cliente se ne va. E se non fosse stato un minorenne? Se si trattava semplicemente di un omino minuto? La cuffaro avrà la responsabilità delle turbe sessuali di quel pover'uomo per tutta la vita. A questo punto, Dorotea si è rotta le palle e se ne va. La giornalista rimane sola in balia dei puttanieri. Si ferma un altro che le pone la solita domanda e la Cuffaro risponde: "Cosa? No, io faccio troppo per te, mi spiace... oggi... non sono in vena". Ma allora che cacchio ci sei andata a fare? Ha già rovinato la serata di due puttanieri per fare un servizio giornalistico che non ha senso. Si frema la terza macchina. La Cuffaro guarda dentro e sbotta: "Ma voi siete tre... Ragazzi, mi sembrate un po' troppi..." La zelante giornalista si giustifica: "Erano in tre... tutti grossi... o forse sembravano così a me..." Ma chi cacchio pensavi di trovare Baget Bozzo e Don Gelimini? E siamo a cinque puttanieri con la serata rovinata, e il reportage continua a fare schifo. Dorotea in preda ai sensi di colpa decide di tornare con un suo amico, un poliziotto corrotto. La Cuffaro riprende coraggio e se ne esce con una massima: "Gli uomini, i clienti, noi puttane li disprezziamo!" Mentre spara quest'ennesima cazzata, viene raggiunta da un'altra prostituta di 65 anni, con un'esperienza senza pari e sicuramente con un corso di bon ton alle spalle. Quando si avvicina una macchina infatti la vecchietta richiama divertita l'attenzione della Cuffaro: "Guarda guarda guarda guarda, si mena il cazzo!" In effetti il cliente si sta masturbando e allora la Cuffaro si trasforma in sindacalista, si lancia in difesa delle sue colleghe e aggredisce il cliente con un ferocissimo: "Scusa, ma ti sembra un bello spettacolo? Lo fai spesso ti fermi, vai con le prostiture e poi ti masturbi perché non hai i soldi per andarci? E' così?" Il cliente risponde sicuro: "Si". La giornalista si trova spiazzata e risponde un timido: "Ciao!" Il servizio continua su questo tono ela Cuffaro si sente anche di dovere di fare una specie di consuntivo finale analizzando la natura dei suoi potenziali clienti. L'hanno avvicinata "un signore in motorino che sembra un professore di lettere", "un impiegato con un seggiolino per bambini in macchina, insomma un bravo papà, uno studente e un operaio. Ridendo e scherzando il conto dei puttanieri mandati in bianco dalla Cuffaro è salito a nove. Come cacchio avrà fatto poi, a immaginarsi la professione di ciascuno e a ritenere che uno fosse anche un buon padre è un segreto che probabilmente si impara soltanto dopo anni di giornalismo d'assalto, fatto sta la morale del servizio è che il puttaniere può essere chiunque, e può essere anche un uomo insospettabile. Se pensavate che fosse necessaria l'iscrizione all'albo dei puttanieri e che se ne avreste potuto riconoscere uno guardandolo in faccia, vi sbagliavate. Lo ha scoperto la Cuffaro dopo una notte passata in strada. Ma un grande giornalistam non è mai pago, e così la Cuffaro, pur stremata da una notte di lavoro, è riuscita a concludere il servzio con uno scoop: "Tutte le puttane le fanno per soldi!" E noi che abbiamo sempre creduto che lo facessero per passione...