C'È POCO DA RIDERE
Le imitazioni di Guzzanti? Anni Ottanta. Le iene? Sono morte. Striscia la notizia? Irrilevante. Parola di un sopravvissuto all'audience
di Denise Pardo
L'uomo che annusò le mutandine di Anna Falchi nel suo programma "Satyricon" attirandosi un'ira di Dio di critiche (da An, da "Avvenire" e dai consiglieri d'amministrazione Rai) è un uomo tagliente e colto che si rifà a Mozart, a Baldassare Castiglione e a un sacco di testi colti e raffinati. Daniele Luttazzi, alfiere di una comicità dura, pulp e spietata racconta a "L'Espresso" la satira al tempo di Berlusconi e Rutelli.
Critiche feroci, interrogazioni parlamentari: momenti duri per la satira.
«Satira è far ridere a spese di chi è più ricco e potente di te. Io sono specialista nella risata verde, quella dei cabaret di Berlino degli anni Venti e Trenta. Nasce dalla disperazione. Esempio: l'Italia è un paese dove la commissione di vigilanza parlamentare Rai si comporta come la commissione stragi e viceversa. Oppure: il mistero di Ustica è irrisolto? Sono contento: il sistema funziona».
Ovviamente i politici non ci stanno.
«In Inghilterra la Bbc trasmette i dialoghi alla Camera tra Tony Blair e il capo dell'opposizione: match a base di accuse e battute satiriche con abilità retorica da civiltà vera. Da noi non c'è il gusto della conversazione civile fatta con humour. A "Satyricon" ho invitato Berlusconi: non si è fatto vivo. Rutelli sta cercando di capire se gli convenga. È preoccupante che potenziali premier che dovranno parlare con Arafat o Bush abbiano paura di un autore satirico».
Cosa pensa dei suoi colleghi comici?
«Loro sono naïf, io no. Non ha più senso la caricatura di Bossi-Hannibal e di Rutelli-Alberto Sordi: è anni Ottanta. "Le iene" sono morte, e loro lo sanno. Funzionano perché l'Italia è lenta e si vive di inerzia. E "Striscia la notizia", nonostante i suoi ascolti, è irrilevante».
Cosa vuol dire?
«La partita è truccata. Se fossero veramente coraggiosi andrebbero in Rai: troppo comodo fare i situazionisti da Berlusconi. In Rai ti ostacolano per motivi politici. Di là ti bloccano solo se fai poco share».
Ma in Rai hanno accusato lei di essere volgare.
«Per me la volgarità è il kitsch, ovvero la mancanza di consapevolezza tecnica. C'è differenza se ad annusare le mutandine della Falchi è Luttazzi o Pippo Franco o Maurizio Costanzo. Io non alludo e non ammicco mai: faccio o dico. Il doppio senso sessuale è veramente volgare. Per questo trovo il "Bagaglino" insopportabile».
Il sesso è ancora tabù in Italia?
«Siamo un paese plagiato dal cattolicesimo. Per questo il bersaglio principale è il sesso. Altri tabù sono la Chiesa e la politica. Da noi non si accetta il fatto che la satira sia anti dogmatica, anti ideologica e quindi anti religiosa».
Lei è di sinistra?
«Mi risulta che la sinistra si identifichi nelle cose che dico. Non sono di destra, mi fa orrore».
Perché non c'è una satira di destra?
«Siamo passati da Croce a Gasparri. Il balzo è spaventoso e finisce per investire tutto».
In Rai come si vive?
«Come nel porto di Bisanzio. Non sai mai dove ti arriverà la coltellata. Ma sai che può essere il tuo migliore amico».