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SATYRICON
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  SEPPELLITA UNA RISATA
SatyriconIl mondo è sostanzialmente composto da gente che sa far ridere, gente che ride alle battute, e imbecilli che si offendono. Tutte e tre le categorie (i comici, la gente normale, la commissione di vigilanza Rai) necessarie per la sopravvivenza reciproca.
Di tanto in tanto il meccanismo si incrina: gli imbecilli sbottano, organizzano l'ennesimo funerale alla satira, mandano un direttore generale dal preside e un direttore di rete dietro la lavagna. Fa parte del gioco. Se non fossero imbecilli non farebbero ridere.
Ecco l'antefatto: Daniele Luttazzi, nel corso delle cinque puntate di Satyricon, è andato giù pesante con Berlusconi, Rutelli, Bruno Vespa, Casini, ha annusato le mutandine di Anna Falchi e preso per il culo la commissione di vigilanza. Il 7 febbraio un'esponente dell'ultima delle tre categorie sopra citate (comici, gente che ride, consiglieri di amministrazione in quota ad Alleanza Nazionale), come da copione, ha sbottato. Gianpiero Gamaleri infatti dichiara: «Abbiamo infatti toccato il fondo e mi domando se un conduttore possa disporre a suo piacimento dello schermo televisivo pagato tra l'altro con i soldi dei cittadini oppure debba rispondere ai dirigenti responsabili del programma e della rete. Soprattutto quando una trasmissione è registrata questa indecente appropriazione non può certo costituire una sorpresa. Credo che sia arrivato il momento di chiamare in causa ciascuno per le sue responsabilità». Gli fa eco il camerata d'amministrazione Alberto Contri: «Quella tramissione emana un tanfo insopportabile, ormai manca solo la coprofagia». La sera del 7 Luttazzi risponde in modo creativo: apre la trasmissione facendosi servire un piatto su cui campeggia un escremento, e il giorno dopo Carlo Freccero, direttore di RaiDue, non può far altro che decidere di "sospendere momentaneamente" il programma. Nel frattempo si dimette anche Pierluigi Celli, direttore generale della Rai. Ufficialmente non lo fa a causa di Satyricon, ma non è del tutto vero.
È un peccato: con il massimo rispetto per Daniele Luttazzi, l'unica cosa su cui si poteva attaccarlo era il fatto di avere copiato pari pari (senza mai dichiararlo ufficialmente) il "Late Show" di David Letterman (per chi ha il satellite: ogni giorno su RaiSat Show alle 22, 23, mezzanotte e alle 4, sottotitolato in italiano, con un solo giorno di ritardo rispetto alla messa in onda negli Usa). Luttazzi, tra l'altro, è anche recidivo, perché anche il suo vecchio "Barracuda", in onda su Italia 1, non era altro che la trasposizione (meno sfacciata rispetto a Satyricon, che ne ha copiato persino i titoli delle rubriche) dello show notturno della CBS.
Qui sta il punto: uno show identico (forse meno volgare, ma più divertente e molto più esposto politicamente) riesce ad andare in onda da 19 anni nel paese più moralista che esista. Da noi no. In Inghilterra la BBC (servizio pubblico esattamente come la Rai) produce da 30 anni spettacoli e sit-com velenossissime nei confronti dei deputati conservatori. Stiamo parlando di un paese che ha ancora la famiglia reale. Eppure lì si può.
Noi siamo forse riusciti a confinare i Savoia in Francia, ma non abbiamo prodotto i Monty Python. E inoltre, il polo più conservatore non si accontenta di essere sostanzialmente proprietario dei tre maggiori canali televisivi privati: pretende anche di controllare politicamente le tre tv pubbliche. E pretende, attraverso i propri soldatini privi della benché minima competenza in ambito televisivo, di far calare il sipario su un programma di satira. Un po' come se il papa emanasse un editto secondo il quale il sesso prima del matrimonio è vietato: nessuno gli toglie il diritto di poterlo affermare; il problema sussiste nel momento in cui davvero pretende che tutti non si trombi. Idem per quanto riguarda la politica, che con la televisione, l'intrattenimento e soprattutto la satira ha davvero poco a che fare (esclusi i manifesti dei presidenti operai).
Con Luttazzi a casa si potrebbe pensare davvero al funerale della satira in tv. Invece la satira continua a rivestire i palinsesti alle spalle delle commissioni di vigilanza. Perché non può non essere satira la trasmissione di Rete4 che si chiama "Par Condicio" e nella quale, come da titolo, trova spazio solo il pensiero operaio del capo dell'opposizione operaia; e cos'è altro se non satira il fatto che la D'Eusanio abbia ancora un lavoro (una che - tutto vero, giurin giuretta - chiamava Craxi ad Hammamet, dicendogli: "Ti fa male ancora il piedino? Adesso vengo lì io e ti dò un bacino sulla bua"), e che questo lavoro comunque consista nel copiare pari pari una trasmissione della tv commerciale su una tv pubblica.
Tranquilli, comunque, Luttazzi tornerà a fare satira su Mediaset. Business is business, ragazzi: il presidente operaio non apprezza che lo si prenda per il culo, a meno che non siate ospiti nel salotto di casa.

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  di G. Neri e S. Porro
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   data: 22 mar 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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