La storia è ambientata a Napoli in un giorno qualsiasi di un caldo autunno. Due proprietari di un piccolo e sfigato ristorante di pesce si trovano al centro di una classica girandola di avvenimenti che ruotano intorno alla Gnocca. Prima è il turno della Cucinotta, mai stufa di essere l'edizione plastificata di Sophia Loren, poi è la volta della mozzafiato Megan Gale. La bionica Megan è alla prima vera prova d'attrice. Il risultato è improbabile, nonostante gli affanni dei poveri Ammendola e Pistoia. Ridotti a fare i numeri, con l'abilità tipica dei guitti, per salvare la situazione. Nel mezzo del trescone spunta, direttamente dalla soap opera Un posto al sole anche il belloccio Maurizio Aiello. Nell'eterno e improbabile ruolo del Guaglione. In pratica l'intreccio si sostiene tutto su una cena di fidanzamento ufficiale organizzata nel ristorante gestito da Ammendola e Casagrande ( un residuato del cinema di Salemme). Pistoia fa il carabiniere ed è fidanzato con la Cucinotta. Lei gli rivela che gli ha messo le corna. Allora scoppia un casino. La cena salta. però improvvisamente arriva Megan Gale in preda a una crisi di nervi per chè dei guasconi gli hanno soffiato lo Z3 BMW. Tutti i maschi ruspanti del film mettono su un festino improvvisato e provano a farsela. Nessuno ci riesce. Alla fine scoprono che Megan Gale si chiama Luna e fa i film porno. Nulla di meno credibile. L'impianto teatrale della vicenda è evidente. Ma il salto dal teatro al cinema si avverte e presenta un saldo negativo. Mentre nella classica farsa i personaggi e gli interpreti potevano avere uno spazio efficace, adesso Ammendola e compagni risultano spiazzati dall'assurdità della recitazione segaligna della bellissima Megan. Troppo statuaria per fare il ruolo di una donna perduta, svampita e vitale. Alla fine non si ride, ma si sbadiglia.