Michele Apicella non c'è. La stanza del figlio, palma d'oro a Cannes 2001 ventitre anni dopo l'ultima vittoria italiana, è l'atto drammatico in cui Nanni Moretti si congeda dal suo poetico alter ego, che via via è stato contestatore fallito, nevrotico spettacolare, insegnante omicida, prete antivaticanista, giocatore di pallanuoto e via così, attraversando il curriculum cinematografico del nuovo re del cinema italiano. La stanza del figlio trionfa a Cannes dividendo la giuria e compattando la critica, lasciando l'amaro in bocca ad alcuni degli adepti del Moretti cinico e arrabbiato, che devono abituarsi al nuovo linguaggio stile (emotivo e linguistico) del Nanni adulto. Una vicenda privata sbattuta in faccia alla sensibilità di un pubblico che spera di essere scosso dalle verità del mondo: e Moretti lo scuote, seppure con un atto di finzione che non ha convinto tutti. Eppure, una volta tanto, il cinema italiano riprende il filo del realismo d'impatto: in tempi di crisi scontata della famiglia, Moretti mette in crisi una famiglia borghesemente felice con un evento per nulla scontato; e a fronte delle facili elaborazioni del lutto che la cinematografia mondiale ci offre come zuccherino emozionale, Nanni sospende il giudizio con una scena finale che (quella, davvero) entrerà nella storia del cinema nostrano. E a chi fosse disabituato al coté drammatico morettiano, basterà ricordare la morte della madre di Michele ne La messa è finita, o le autoriprese di Caro diario sulla chemioterapia a cui fu si sottopose il regista. Celebriamo Nanni Moretti non soltanto per la sua vittoria, che è di tutti. Lo celebriamo per tutto quanto ha fatto, perché nemmeno allora lo lasciammo orfano...
Il Giovanni-Nanni Moretti che ci viene presentato all'inizio de La stanza del figlio sembra non mancare di nulla: ha una famiglia unita e serena, giusto con qualche problema di normale amministrazione, tanto perché non appaia eccessivamente idealizzata e artificiale. Proprio per questo, la perdita improvvisa del figlio appare ancora più straziante e colpisce al cuore come una nemesi crudele ed assurda...
Idiosincratico e tenero, sognatore feroce e dolce disincantato, dapprima eretico di sinistra e poi voce ufficiale ulivista, Nanni Moretti giunge con la premiazione di Cannes a mantenere tutte le promesse che i suoi fedelissimi gli avevano messo in bocca. Dallo schiaffo di Io sono un autarchico alla meditazione su Dio ne La messa è finita, tutti i volti e le trasformazioni del regista autore e interprete romano...
I CAPOLAVORI
Io sono un autarchico
1976. Il mitico super8 che mette a nudo le contraddizioni della Sinistra. GALLERY | TRAMA
Ecce Bombo
1978. Dopo anni di oro e piombo, la fine di un sogno e di una generazione. GALLERY | TRAMA
Sogni d'oro
1981. Tra impegno e psicanalisi, le allucinazioni di un giovane regista. GALLERY | TRAMA
Bianca
1984. Affogata nella Nutella, la ferita d'amore di un insegnante pluriomicida. GALLERY | TRAMA
La messa è finita
1985. Don Giulio di fronte all'assenza di Dio e all'assurdo dolore del mondo. GALLERY | TRAMA
Palombella Rossa
1989. Michele, ex deputato Pci e pallanuotista, in una partita allegorica e fallimentare. GALLERY | TRAMA
Caro Diario
1993. Tre episodi, ferocemente autobiografici, per urlare "no" a un presente disumano. GALLERY | TRAMA
Aprile
1998. La nascita del figlio e la vittoria dell'Ulivo: due responsabilità in parallelo per Nanni Moretti. GALLERY | TRAMA
FILMOGRAFIA
Tutti i film - Dai Super 8 ormai leggendari, alle apparizioni in ruoli secondari, fino alle produzioni: tutto ciò che Nanni Moretti ha in qualche modo firmato...
Ecce Nanni - Dagli esordi con i corti impegnati alle polemiche al Festival di Venezia fino alla consacrazione a Cannes: vita e opere di un pallanuotista prestato al cinema.
CineHall alla Quinzaine - Andrea Romeo e David Saltuari, gli eroici protagonisti di CineHall, si sono catapultati su un'attonita Croisette (attonita perché se li ricordavano dall'anno precedente) e hanno testimoniato al trionfo di Nanni Moretti, il primo italiano a essere insignito della Palma d'Oro dopo ventitré anni di umiliante digiuno. Romeo und Saltuari hanno prodotto un reportage fotografico e critico che nemmeno i Cahier sarebbero in grado di pubblicare: noi di Clarence andiamo fieri di quanto hanno fatto e disfatto i nostri due inviati...