Una sera di marzo del 1965 dal piccolo schermo transalpino (allora lo era davvero) apparve una minacciosa quanto inespressiva maschera di cuoio che si aggirava nella sezione antichità egizie del Louvre, facendo gelare il sangue agli spettatori. Fu quello l'esordio, choc per l'epoca, della serie Belphégor. La mania, ribattezzata subito belphégorite, durò ben oltre le quattro memorabili settimane di programmazione, quando la gente correva a casa e non vedeva l'ora di venire terrorizzata. Tutti volevano sapere chi si celasse dietro il fantasma. I nostalgici nostrani dei vecchi sceneggiati RAI allora sicuramente ricordano Belfagor, il fantasma del Louvre, serie TV tutta francese diretta da Claude Barma nel 1965 e giunta per la prima volta sui nostri teleschermi nel 1966, replicata poi diverse volte negli anni a seguire visto il grande successo ottenuto. La storia prendeva spunto dal misterioso omicidio di un guardiano del Louvre e mischiando horror gotico e giallo, portava alla luce una setta di occultisti che si ispirava alla società segreta dei Rosacroce, il cui tesoro, secondo la leggenda, sarebbe nascosto nel museo. Sotto la palandrana nera e l'inquietante maschera dorata di Belfagor, che di notte si aggirava silenzioso tra i corridoio del Louvre, si nascondeva l'attrice Juliette Gréco, impegnata a interpretare il doppio ruolo del fantasma e di Luciana Borel, affascinante donna spinta da un'oscura forza ipnotica a vestire i panni di Belfagor.
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