Clarence lancia lo Universal Lounge, dando una sistemazione teoretica rigorosissima a una delle tante mode di riciclo di questi anni. A detta dei Tre Teoreti di Clarence che firmano questo Manifesto (Igino Domanin, Giuseppe Genna e Stefano Porro) il tempo monocorde e nostalgico, emulativo e alienato del Trash è terminato. Il Lounge trionfa in un'accezione allargata, che storicamente coincide con tutto il Novecento planetario. Da John Weissmuller ad Alighiero Noschese a David Letterman, tutto il Novecento risulta lounge, almeno agli occhi della Trinità Filosofica Clarenciana. I Tres Amigos si riservano di determinare storicamente l'atto di nascita del Lounge, il suo sviluppo, le sue tragedie e i suoi paradisi. Secondo i Tre Trentini, esiste un'estetica, una letteratura, una musica e un cinema lounge infinitamente più vasti e universali di quelli che il termine "lounge" (oggi à la page) determina.
1. Il Lounge non è parodia, bensì ontologia.
2. Il Lounge non si risolve in equazioni: richiede empatia. Non esiste una precisa grammatica e nemmeno una scientifica retorica del Lounge. L'empatia imposta dal Lounge ha effetti di sospensione cognitiva, emotiva e temporale. Davanti al Lounge si è spiazzati. Il tempo viene sospeso dentro al tempo. Il Lounge è eonico. La stupefazione è la sua premessa, la felicità e la tragedia sono i suoi esiti. La felicità sperimentata in situazione lounge è serenità diffusa; il dolore espresso dalla tragedia lounge è sempre rimediabile da una redenzione, che chiamiamo per convenzione Paradiso Lounge. Il Lounge non occulta la morte: la rappresenta e vi pone immediatamente rimedio attraverso l'illusorietà dell'esistenza del Paradiso Lounge. Dal Paradiso Lounge ci osservano, inavvicinabili e supericonici, Frank Sinatra, Dean Martin, Harry Palmer, Moana Pozzi, Giuseppe Berto, Alighiero Noschese e Ernest Hemingway, Jack Kerouac, Pier Paolo Pasolini e John Belushi.
3. Nel momento senza tempo che è il momento lounge, in è out. Out è in. E' questo il koan: l'assoluta convertibilità del positivo e del negativo che tramortisce ogni intelligenza critica, sospende
ogni recupero parodistico del passato. Lounge now! Mentre l'estetologia
trash razzola criticamente nella spazzatura della Storia, specula sul
patetico riscatto escatologico della Storia dei vinti, il Lounge è senza
redenzione, offrendo l'improbabile redenzione del Paradiso Lounge.
4. Nel Lounge l'Immagine non è rapprentazione affettiva, ma simulazione
ambientale. Non c'è stacco o intervallo cosciente, ma immersione profonda.
Nessuna presa di distanza è consentita. Il brutale immaginario tecnologico
postmoderno è rimpiazzato dall'algida perfezione dell'arcaico. Jungle,
rituali hawaiiani, carte da parati, moquette sono l'ecologia della
percezione lounge. Ma anche lo spartano, l'essenziale e, in generale, ogni detrito dell'arcaico da cui scaturisce il presente e che permette al futuro di farci giungere una promessa messianica: la sospensione del tempo, l'estasi materiale, l'assoluto vissuto coscientemente qui e ora.
5. Il Lounge è mitologia assoluta. I protagonisti vivono come dèi
imperturbabili. Il testo lounge è rigorosamente non-Umano, cioè senza
contaminazioni postumane, disumane o subumane. Il Lounge è animistico e oracolare.
Come le convulsioni di una rana appena decapitatata.
6. Nel Lounge non c'è espansione, ma contrazione della coscienza. Una sorta
di agnosticismo psichedelico, di buia religiosità da safari, governa le
sorti della mente estatica raffreddata.
7. Il Lounge è freezing dello stile, aplomb della personalità. L'eros è un
fatto esclusivo per playboy semoventi, intrappolati eternamente a tavoli da
Puny a Portofino o praticanti mostruose performance pelviche pressoché inarrivabili, che fanno cortocircuitare la libido di chi è immerso nel set lounge.
8. Il soggetto che sperimenta il set lounge non desidera altro che il Lounge. Essendo istantaneo ma eterno, il momento lounge non consente alcun linguaggio. Piuttosto, il linguaggio intride la pratica lounge, che è sempre e comunque una falsificazione della Grande Routine o della Storia Banale: che sono il contrario del Paradiso Lounge.
9. Esistono un'estetica, un'arte, una letteratura, una musica e un cinema lounge, immensamente più sconfinati di quanto si immagini il nostro presente. Essenzialmente, tutto il Novecento è lounge.
10. Il Lounge è un oggetto estetico. Il Lounge è una pratica. Il Lounge è una sospensione del mentale discorsivo. Il Lounge è il tempo fermato dentro il tempo. Il Lounge è lo stile concreto dell'assenza di stile. Il Lounge necessita di un corpo senziente e di una psiche cosciente. Il Lounge è tutto l'organico più la sua falsificazione. Il Lounge è una categoria dello spirito, cioè della coscienza pensante, che sta accanto alle categorie di "classico" e "romantico". Il Lounge è adesso ma non sempre. Il Lounge contesta il Potere superandolo, divenendo il la vuota rappresentazione del Potere oltre il Potere. Il Lounge è più di quello che diciamo e meno di quanto siamo. La nostra aspirazione, ora e nei secoli dei secoli, è prolungare la nostra esistenza nel Paradiso Lounge.