Quattro mura di cemento armato, una linea telefonica indipendente, monitor collegati a telecamere per spiare tutto ciò che accade, viveri, ossigeno, armi e maschere antigas. Benvenuti nella Panic Room, l'ultima moda (o delirio) a strelle e strisce che sta cambiando le abitudini abitative dei ricchi statunitensi. Si tratta, in parole povere, di un rifugio di massima sicurezza, una specie di inattacabile casa dentro la casa, dove rifugiarsi in caso di pericolo. Pare che, dopo gli attentati dell'11 settembre, il principale costruttore californiano di questi rifugi abbia decuplicato il suo giro di affari. Che quella di nascondersi in luoghi isolati e sicuri per proteggersi da chicchessia sia una vera e propria nevrosi di massa è testimoniato dal grande successo che il film Panic Room ha avuto negli Stati Uniti. La pellicola interpretata e prodotta dall'improbabile accoppiata Jodie Foster (attrice protagonista) e David Fincher (regista) ha già superato i 30 milioni di dollari di incasso, e il ritmo sembra destinato a crescere.
Nel film, Jodie Foster intepreta la parte di una dolce mamma che si trasferisce con la figlia in una nuova casa dopo aver divorziato dal marito. Nottetempo, un manipolo di ladri si intrufola nell'abitazione e le due donne riescono a salvarsi solo rinchiudendosi all'interno della panic room. Scatta così un'eccitante caccia al topo piena di colpi di scena e di suspense continua, dove David Fincher mostra tutta la sua bravura dietro la macchina da presa. Sono proprio le sue inquadrature frammentate, gli improvvisi controcampi, le riprese da dietro, dentro e sopra le mura della panic room a costituire la vera e propria esenza del film. Come già in Seven e in The Game, Fincher riesce a raccontare e impressionare esprimendosi con il montaggio e la fotografia (diretta dal grande Conrad W. Hall). In fondo, il vero e inquietante significato di Panic Room sta proprio nella pervasività della macchina da presa. Non serve nascondersi o rifugiarsi in pertugi blindati. L'occhio digitale arriva ovunque, e forse è proprio questo che, più di tutto il resto, inquieta gli americani.
LE IMMAGINI IN ANTEPRIMA
In anteprima per i lettori di Clarence le immagini di Panic Room, i film di David Fincher e Jodie Foster che dal 19 aprile 2002 sarà in tutte le sale italiane.
JODIE FOSTER
Baby star
L'astro di Jodie Foster comincia a brillare negli anni settanta. Appare come una Lolita perversa, una maladolescente alle prese col sesso precoce e con le fobie paranoiche di taxisti newyorkesi. Il ruolo di baby prostituta nel cult-movie Taxi driver, al fianco di un prodigioso Robert de Niro, la catapulta nello star system del cinema americano.
Fincher's touch
Lo stile di David Fincher, nel giro di 5 pellicole, si è subito imposto come una garanzia di qualità per il cinema americano contemporaneo. L'estro del regista lo si ravvisava già nel banco di prova del sequel di Alien. Alle prese col flaccido e turpe mostro fantascientifico, Fincher si segnalava già per le atmosfere cariche di suggestione...
Che Panic Room sia un thriller coi tutti gli attributi lo si intuisce già guardando il trailer. Lo sapevate che la prima protagonista designata non era Jodie Foster bensì Nikole Kidman, la quale ha dovuto rinunciare in corso d'opera per un incidente capitatole sul set di "Moulin Rouge"?
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Nello shopping di Clarence ancora non le abbiamo, ma pare che negli Stati Uniti stiano spopolando. Le panic room esistono davvero, ed è possibile ordinarle anche online. Basta farsi un giro sui siti che offrono questo servizio, scegliere la metratura, il colore e il tipo di materiale, e il gioco è fatto. Se volete anche voi essere alla moda e avete un portafoglio ben farcito (le panc room costano tantissimo!), cliccate qui!