L'astro di Jodie Foster comincia a brillare negli anni settanta. Appare come una Lolita perversa, una maladolescente alle prese col sesso precoce e con le fobie paranoiche di taxisti newyorkesi. Il ruolo di baby prostituta nel cult-movie Taxi driver, al fianco di un prodigioso Robert de Niro, la catapulta nello star system del cinema americano. Ma il successo non dura a lungo. Replica il ruolo di enfant prodige nel divertente Piccoli Gangsters, ma finisce pure col girare in Italia un maccheronico Casotto, per la regia del pasoliniano Sergio Citti. Il suo precoce successo rischia di eclissarla in fretta, come nel caso della nemesi di molte dive bambine. Dopo qualche anno, però, comincia la seconda vita professionale di Jodie. Diventa un'attrice impegnata, talvolta anche melensa, ma soprattutto indovina il ruolo nel film Il silenzio degli innnocenti, che le consente di arrivare a vincere addirittura il premio oscar. Nel frattempo gira il civilissimo e politically correct Sotto accusa, il pedagogico e stucchevole Il mio piccolo genio, il flop fantascientifico di Robert Zemeckis dal titolo ineffabile Contact . La Foster diventa così una delle attrici meglio pagate e più presuntuose del grande schermo. La sua vita personale è misteriosa e chiacchieratissima. Forse anche perchè priva di eventi pubblici eclatanti. Molta acqua è passata sotto i ponti dello scandalo lolitesco di trent'anni fa. Consoliamoci col rivedere la Foster, stavolta diretta da un regista di talento come David Fincher!