Internet e religione: cronaca di un rapporto conflittuale. Dalla rete ogni giorno arrivano nuove forme di spiritualità, ma spesso sfociano in manifestazioni che poco hanno a che fare con la fede. È questo l’allarme lanciato oggi nel corso del convegno “Jesus Christ Cyberstar, il Dio nella rete” che si è svolto sabato 20 aprile a Futurshow 3002.
“Tra le affermazioni di un uomo-eroe, come Gesù, e alcune caratteristiche della rete esistono sorprendenti assonanze” – dichiara la giornalista Arianna Dagnino, autrice del libro “Jesus Christ Cyberstar”. “Frasi come Di fronte a me siete tutti uguali o quello che è mio è tuo, sintetizzano perfettamente l’uguaglianza e la condivisione che contraddistinguono Internet”.
“Esiste anche un parallelismo tra la struttura del Talmud, fatta di continui rimandi, e la rete – afferma Jonathan Rosen, autore di “Il Talmud e Internet” – Dopo la diaspora il Talmud ha consentito agli ebrei di superare la sensazione di precarietà slegando Dio da un luogo fisico, quale il Tempio di Gerusalemme. La stessa situazione si ricrea, in parte, con la pervasività della rete”.
Quando si parla di Internet e religione si deve anche tener conto che “dalla rete emergono nuove forme di spiritualità individuale, che si allontanano dal concetto di sacro, per sua natura collettivo”, come sottolinea Paolo Apolito, docente di antropologia culturale nelle Università di Salerno e Roma Tre. Ad esempio, continua Apolito “spesso la religiosità in rete sconfina nella sfera erotica o, addirittura, pornografica”.
“Il messaggio religioso è un messaggio eterno, non modificabile, ma tutto ciò che passa attraverso i mezzi di comunicazione non può sottrarsi alla loro influenza, e assumere una certa ambiguità” dichiarano Igino Domanin e Stefano Porro, autori del libro “Il web sia con voi”. I due scrittori sottolineano “la lentezza della Chiesa a cogliere l’importanza di Internet nella divulgazione del messaggio religioso. La struttura ecclesiastica reagisce male a queste nuove modalità di espressione spirituale, che in effetti dimostrano, a volte, una certa superficialità”.
“I gruppi cattolici che sono più presenti in rete spesso non rappresentano la parte più colta del cattolicesimo - risponde Padre Michele Casali, del Centro San Domenico di Bologna, che conclude affermando “la spiritualità è un concetto individuale, difficilmente comunicabile. Internet è da elogiare come fonte di informazione, ma non rappresenta lo strumento ideale per il dialogo tra gli individui”.
Ma su questo aspetto, così controverso, interviene anche Rosita Celentano, d’accordo con Padre Michele Casali: ”non è possibile sostituire la comunicazione faccia a faccia con quella mediata da Internet, soprattutto su temi come la religione. La spiritualità e le emozioni si vivono fianco a fianco delle persone, non parlandosi con una tastiera”.