Dall'intrico labirintico delle viuzze di Hong Kong, fumose e buie, piovose e puzzolenti, fino al regno di Bel Hair e di Hollywood, qualcosa si è mantenuto intatto: sono le traiettorie viscose e vibratili delle pallottole che tracciano in aria percorsi di morte e di ambigua moralità. Sospeso in aria, atmosferico e violento, eternamente al ralenty, è il regno di John Woo. Talento da vendere, cultura cinematografica vasta, teoria dell'etica innestata tra fotogramma e fotogramma, John Woo è un miracolato che sta miracolando il cinema. Lo svuota, lo ricompone, lo fa agire davanti agli occhi stupefatti di chi non immaginava che l'umano si protraesse fino alle estreme propaggini dell'effetto speciale. Una logica prettamente postmoderna (e forse anche più che postmoderna) governa l'incredibile cinematografia di questo estremorientale trapiantatosi (con parecchie difficoltà) a Hollywood, dove sta cercando di trapiantare anche la sua rigida poetica fatta di luci e ombre e di purissima tradizione hard boiled. Forse, col secondo episodio di Mission Impossible, ci è riuscito soltanto a metà, ma è certo che i moduli della sua cinematografia, per quanto trasformati, è riuscito a sdoganarli anche tra i lucori bulimici dello showbiz americano. Lo dimostra il suo capolavoro hollywoodiano, Face/Off, e anche un libro, appena uscito per i tipi Castelvecchi. Benvenuti nel regno dell'Incredibile, dove l'unica cosa credibile sono i proiettili che fendono i liquidi e l'aria. Benvenuti alla corte di John Woo.
WOOIOGRAPHY
Pallottole nella testa - Storia di un emigrante particolare. Dagli esordi ai successi nell'incredibile baillamme del cinema di Hong Kong, fino all'approdo a Hollywood, irto di difficoltà, e alla rinascita di un nuovo, vecchio Woo, grazie al capolavoro "Face/Off" e a mezz'ora di "MI2".
Magister effectorum - "Un maestro? Per niente. Non sono un maestro". Parla il genio degli effetti speciali, il protagonista di un nuovo umanismo cinematografico, l'uomo che sta facendo saltare, a forza di compromessi, il sistema immaginativo hollywoodiano. Insomma, il Woo che non t'aspetti...
Sicuri che siano solo effetti? - Di fronte al manicheismo in stile hollywoddiano (Male contro Bene, secondo disneyana tradizione), John Woo schiera un'ambiguità che è più complessa di quanto sembri. E mentre volano pallottole, criminali e colombe, si impone una terza via: che, incredibilmente, parla dell'uomo di oggi...
Uno sceneggiatore e un critico cinematografico si sono presi la briga di sistematizzare il fenomeno Woo. Lo hanno fatto compilando un'autentica bibbia per gli appassionati dell'autore di "Hard Boiled", un libro imperdibile per chi adori le complesse evoluzioni (estetiche e poetiche) che vanno da "A bullet in the head" all'ultimo "Mission Impossible 2". John Woo - La nuova leggenda del cinema d'azione è scritto da Giona Nazzaro e Andrea Tagliacozzo, e pubblicato da Castelvecchi, uno che, in fatto di cultura pop, ci azzecca da anni. Biografia, recensioni di tutti - davvero tutti - i film firmati da Woo, analisi e critiche - a volte un po' troppo "francesi" - e sterminata bibliografia fanno di quest'agile libretto un indispensabile vademecum per il fan del grande omino di Hong Kong. Costa 18.000 lire, quasi quanto una prima di Woo.
MI2: QUEL CHE ABBIAMO DA DIRVI
Ce ne siamo occupati: tra giudizi contradditori, semistroncature e tiepidi entusiasmi, ecco quanto vi abbiamo detto del pataccone "Mission Impossible 2", marchiato a sangue (finto) dal genio hongkonghese di John Woo...