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MINORITY REPORT
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  L'EREDE DI "BLADE RUNNER"?
Minority Report, di Steven Spielberg, con Tom Cruise, da Philip DickDopo decenni di attesa, scrutando l'orizzonte degli schermi per individuarlo, il messia cinematografico è forse stato intercettato. Da quando Blade Runner rivoluzionò l'immaginario del nostro futuro, estorcendo da un racconto di Philip Dick la più fosca e lisergica delle profezie, si aspetta l'erede del grande film di Ridley Scott. E forse è ancora Philip Dick a consegnarci, via cinema, le chiavi per aprire la porta gotica che ci introduce in un futuro psichicamente abnorme e abissale, alienato fino al paradosso, inquinato dal peggiore corredo di cui il bionte umano e meccanico è in grado di esprimere. Dietro la telecamera c'è Steven Spielberg, abbastanza deludente nello sci-fi filosofico dedotto da Kubrick, A.I., e invece clamorosamente virtuoso nel fotografare un'ansia metafisica e una fisica ansiogena in questo capolavoro della fantascienza contemporanea che è Minority Report, starring Tom Cruise.
La storia. Nel 2054, a Washington, l'unità di polizia Pre-Crimine è attiva da sei anni e sta raggiungendo risultati eccezionali. Un frame da Minority ReportSi tratta di un programma sperimentale di prevenzione dei crimini che, utilizzando tre individui che hanno la capacità di vedere in anticipo spezzoni di futuro (i cosiddetti precog), è in grado di intervenire prima che omicidi e gravi reati vengano commessi. La squadra Pre-Crimine dispone di armi all'avanguardia, oltre che di questi autentici scanner umani, sotto la guida attenta del responsabile, John Anderton, interpretato da Tom Cruise. Tutto funziona alla perfezione finché, durante una sessione precog, proprio Anderton viene visualizzato mentre sta per commettere un omicidio. Incomincia la caccia all'uomo: il grande inquisitore è il grande inquisito. La lotta che Anderton ingaggia contro i suoi stessi uomini e contro il Sistema in generale (una sorta di profezia orwelliana) lo porterà a rapire la più talentuosa tra i precog, Agatha (la interpreta Samantha Morton), fino a penetrare nelle spire di un futuro preordinato, in cui il libero arbitrio è bandito e la cui ambiguità metafisica inonda anche il passato, rivelando ad Anderton allucinanti verità (ma sono verità effettive?) circa la scomparsa del suo figlioletto, un caso che risultava irrisolto al momento della messa sotto accusa di Anderton stesso.
Spielberg con Cruise sul set di Minority ReportAbbastanza impressionante l'interpretazione di Cruise, già rodato da performance consimili, quali i due Mission impossible. Ma è la macchina registica a funzionare alla perfezione. Spielberg proviene da un background fantascientifico consolidato, però rassicurante, tenero e umanistico, e soltanto col recente A.I. aveva tentato lo sfondamento nelle acque scure del genere sci-fi, peraltro risultando a tratti grottesco. In Minority Report, invece, Spielberg si dota di un bagaglio culturale stupefacente, riprendendo moduli noir, citando in maniera efficace da Kubrick a Scott, ponendo un'attenzione maniacale e risaltante sui dettagli (davvero spettacolari alcune trovate, dalla confezione di cereali animata alla casa attivabile vocalmente, dalle celle ai monitori a cristalli dei computer). Atmosfera cupissima e luminosamente contrastata, azione e soffocamento in perfetto equilibrio: Minority Report è già in testa agli incassi Usa ad appena una settimana dall'esordio e, se la parola tocca al pubblico, sembra che proprio il pubblico abbia decretato che siamo di fronte all'erede di Blade Runner...

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Minority Report: il sito ufficiale [ing]

  PHILIP DICK, IL GENIO DEL FUTURO
Philip DickIl maestro del futuro è lui: Philip K. Dick, di professione e vocazione profeta, oscuro indovino di un avvenire altrettanto nero e alienante, in cui la commistione tra corpi meccanismi e menti viene resa in letteratura al modo di una visione allegorica e infernale firmata da Hieronymus Bosch. La contaminazione tra le intuizioni allucinatorie di PKD e il cinema, del resto, aveva regalato, proprio poco prima della morte dello scrittore, il capolavoro definitivo della fantascienza su grande schermo, Blade Runner, tratto e adattato da un racconto dell'autore di Ubik. Adesso ci riprova Spielberg, con esiti ancora da definire, a seconda degli effetti che avranno sul pubblico. Clarence ha dedicato una vasta area al genio oracolare di questo profeta psicotico e paranoide, che ha rivoluzionato la letteratura contemporanea colpendola nel suo nucleo più significativo: l'attesa di futuro che sempre la letteratura ha sprigionato. Fatevi un giro nell'antiferno di PKD su Clarence: testimonianze, file audio, recensioni e interviste per entrare nell'inferno mentale di un genio assoluto...

  di Giuseppe Genna
gli stessi argomenti su:  Corriere della SeraItalia OnlineJumpyKatawebLycos.itSuperEvaVirgilioYahoo! Italia
   data: 27 set 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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