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  OLTRE IL TRASH: I RE DELL'INCREDIBILE

Maurizio MoscaDal Trash al Kitsch - Fanno schifo, ecco tutto. Sono sudati e grassocci, oppure inquietantemente asciutti. Hanno occhiali con montature aerodinamiche, dentiere visibilissime, cravatte eccessive, forfora sulle spalle. Sbraitano, imboniscono: e ogni tanto un frammento di saliva impastata e bianca si deposita sulle scrivanie da cui sentenziano o addosso agli ospiti che aggrediscono. I quali ospiti, a ben guardare, sono appartenenti meno prestigiosi della stessa razza: gente che mente per un successo effimero ed aereo, scambisti che confessano i rossori delle proprie pudenda, finti casi umani che registrano la mediocrità di una vita che ormai è fiction, a cui mancano arti, mogli, corna. Sovrani, parrucchini bisunti e tinte vistose fanno da corollario a questo inferno mediatico, una sorta di Brazil divenuto più solido e reale dell'omonimo film. E' lo spettacolo quotidiano che invade le case e le menti d'Italia, questo Stivale sdrucito e consumato, senza suola e trascinato sull'asfalto dell'idiozia dai Re del Trash. Anzi: dai Re del Kitsch. Perché il Trash sottendeva una sottile filosofia, secondo i dettami del principe dei suoi formulatori, il defunto Tommaso Labranca. Ovviamente, Labranca è vivo e sta benissimo: ma è defunto alla vita, divenuto l'eminenza grigia dell'orrore oleografico che domina la realtà irradiandosi dal piccolo schermo. In quest'orrore, Clarence è entrato. Ed è scappato subito via...

  IL RE DEL KITSCH
Maurizio Costanzo Schock Maurizio Costanzo schock - Un harem di ex mogli in carriera o frustrate perché non più in carriera. Una dieta a base di verdura spacciata come ascesi in differita. Il tono bonario del telepredicatore laico. Un teatro, il Parioli di Roma, divenutogli più intimo della toilette di casa. Una carriera passata attraverso P2, pianti in diretta al cospetto di Minà, consulenze per Irene Pivetti, attentati mafiosi. E poi: la conduzione con polemiche di Buona Domenica, un assurdo caravanserraglio dove Lippi si veste da pollo, Lopez fa la donna, la Barale fa l'uomo... E nel frattempo, sotto i nostri occhi allibiti, sono passate anche Simona Izzo e Marta Flavi. Insomma, il Re è lui. L'ex ciccione continua a essere presentato, in seconda serata, dalla voce di un doppiatore morto qualche anno fa, che introduce il suo talk show: una Corrida di Corrado senza Corrado, tra cambi di sesso e povertà sfrenate, comici rampanti ed élite del Cattivo Gusto. Un articolo dell'Indipendent se ne fotte delle protezioni del conduttore di Buona Domenica e lo svergogna senza ritegno.
  I MOSTRI
la bignarda Gli extraterrestri- Una carrellata di orrendi esseri che irradiano le loro voci e le loro mostruose icone attraverso l'etere televisivo. Il peggio del peggio del peggio. Sono i supereroi della mediocrità, del malessere tinteggiato a vernici vistose e paillettes. Gente di cui si conoscono pseudomalefatte realistiche e vere malefatte catodiche. Gli scandali da cui è stato assolto Valerio Merola, i denti perduti in diretta da Maurizio Mosca, le mutazioni a cui è andata incontro Daria Bignardi, l'eclissamento di Davide Mengacci, le vicissitudini familiari di Maria Teresa Ruta: ecco i capitoli più imbarazzanti di una bibbia del Kitsch su piccolo schermo.
Valerio Merola - Al Merolone sono spuntate le ali.
Maurizio Mosca - Un clown che fa le Bombe.
Maria Teresa Ruta - Amava Amedeo (Goria)...
Daria Bignardi - Tempi scaduti: poca cultura, moltissima spazzatura.

  GOLEM, ALZATI E SALVACI TU
Golem di Gianluca NicolettiL'Iconoclasta - L'uscita dal Trash e l'avvento del Kitsch hanno smascherato anche la filosofia azzardata di un maestro del pensiero accidentale, quale è Enrico Ghezzi. Ottime le performance dei suoi ragazzi, ma lui, i suoi occhiali, il suo ricercatissimo casual, il suo parlare in differita hanno le stimmate del cattivo gusto. Di notte appare con la forfora sulle spalle, un'icona segnica ben più chiara del suo delirio post-strutturalista.
Non rimane niente e nessuno a salvarci dal colpo di coda di questo cadavere che puzza da anni, la televisione italiana? Sì, rimane Gianluca Nicoletti, il conduttore di Golem, la trasmissione radiofonica che, ogni mattina, prende per le corna (e sono molte) il mostro televisivo e lo doma. Ne hanno dette di tutti i colori su Nicoletti. E lui ne ha ridette di tutti i colori. E' in assoluto, una voce libera, seguitissima in radio e ammiratissima in Rete (il suo Web è bellissimo). Contaminando le frequenze e i linguaggi, Nicoletti da anni compie una lotta contro i mefitici fighetti del cyber e del catodico, assalta disinibitamente i nuovi e i vecchi idoli, mette in croce le brutture del sistema televisivo, scaraventa un'ironia, tanto più acida in quanto legittima, contro tutto ciò che di mostruoso si affaccia sui nostri cervelli. Teniamo presente la lezione del Golem: non tutto ciò che è morto è morto davvero. Può vivere di un'agonia infinita che ci trascina con sè nell'apparenza di una falsa vita. Lunga vita a Nicoletti!

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