 | | HARRY PALMER |  |
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Impermeabile trench, occhiali a montatura spessa, un cappellino su una zazzera anarchica, la bocca serrata, l'occhio lucido e attento: è Harry Palmer, l'agente segreto interpretato da un Micheal Caine che fece vedere i sorci verdi ai produttori di 007, negli anni Sessanta.
Già con Ipcress, Caine impose il personaggio di Palmer come l'anti-Bond: si trattava di un agente segreto per niente corretto, a volte sgradevole, dalle maniere seduttive piuttosto ambigue e dai metodi di investigazione piuttosto sporchi. La grande regia di Ipcress, partorita dal genio irregolare di Sidney J. Furie, il regista di The Entity, aveva già prodotto uno scenario al di là della morale e della politica, tinteggiando a chiari e scuri il mondo in cui si muove l'agente Palmer.
In Funerale a Berlino, Palmer viene catapultato in una vicenda che ricorda da vicino (e cita spesso) Il terzo uomo. Inviato a Berlino, Harry Palmer deve investigare sul ritrovamento del cadavere del colonnello sovietico Stok. Ma il funerale inscenato nella città divisa dal Muro è un clamoroso falso. Palmer dovrà scoprire a chi appartiene il cadavere che fungeva da Stok e scovare il gerarca russo. Dire di più rovinerebbe il gusto che Harry Palmer, va detto, ha sempre garantito ai suoi spettatori.
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