 | | In ogni compagnia c'è uno sfigato. Il ciccione con la candela al naso nelle classi elementari. Quello che non cucca mai. Quello che si veste benissimo ma gli cade il calzino. Quello che tutti sfottono, vessano, massacrano con battute e pesantissime allusioni. Lo staff del Grande Fratello ne cercava l'equivalente: carne morbida da dare in pasto al Duro, al Giovialone e allo stesso Grande Fratello. Mentre lo staff si sta facendo venire la meningite per gli sforzi vani di trovare uno scemo cosmico, bussano alla porta. "Chi è?" chiede lo staff. "C'è mio fratello maggiore?" risponde una vocina fuori della porta. Lo staff apre la porta e scopre trattarsi di un omino piccino, alto 1.20 metri. Gli chiudono la porta in faccia. Quello inizia a urlare da dietro: "Apritemi o chiamo mio fratello grande! Lui è ricchissimo, è bellissimo, è fortissimo e vi fa un culo così!". Lo staff riapre la porta. Il nanerottolo sbuffa, tutto rosso in faccia, e salta sul posto in maniera frenetica. Lo staff gli chiede: "Oh, ma sei scemo?". E quello rispode: "Sì. Ma non ditelo a mio fratello grande, se non mi fa un culo grosso come una casa. Una volta che l'ho fatto incazzare mi ha fatto un culo grosso come tutta l'Edilnord". Il nano è stato immediatamente arruolato per vestire i panni del "Pisquano": una funzione sociale importante nell'economia del gioco.
Intervistato all'uscita dallo studio televisivo del carcere di Opera, il Pirla ha così risposto alla domanda di cosa avrebbe fatto dei 250 milioni nel caso avesse vinto: "Li dò subito a mio fratello. Diciamo che gliene dò 200. Gli altri 50 li dò alla Finanza, se non mi picchiano".
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