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LA GRANDE FAMIGGHIA
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CLARENCE SPIA LA "GRANDE FAMIGGHIA":
• Puntata per puntata: l'inizio, il flop, la preghiera, il glande, licenziata Piermarina, beccata la Bignardi, licenziato Jumpietro, licenziata Pierveronica, arriva Estevez, licenziata Pierpiera, rane a colazione, il pallone gonfiato, la stretta finale, la vittoria di Jumpmarco.
I fratelli di Jumpy: abbiamo nascosto delle webcam negli uffici del portale berlusconiano. Scegli se spiare la redazione, la delazione, il tacchinaggio, la preghiera, l'umiliazione, il bagno, l'intimità.
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Boicottaggio: i consigli dei clarenciani per boicottare il Grande Fratello.
Nasce "Il Giampi": vi presentiamo in anteprima il nuovo portale di Mediaset. Il Giampi.
A Famigghia: Silvio Berlusconi presenta il sito della sua famigghia!

  LA BIOGRAFIA DI HANNO ESTEVEZ
Il professor Hanno Estevez E' il 1918. La Grande Guerra è appena finita e l'Europa esausta versa prostrata in disastrose situazioni demografiche ed economiche. E' in quest'anno decisivo che l'allevatore di merinos di Leon De La Provinça (Es) José Maria Eliandro Estevez e la disertrice crocerossina Gramma Lativer concepiscono l'idea di fare un figlio. Concepita l'idea, Hanno Estevez è prontamente concepito. Non passa nemmeno un mese che Gramma Lativer si dilegua dal territorio spagnolo, in compagnia della balia, la disertrice conventuale Abella Canaris. Il piccolo Hanno soffrirà per sempre, in maniera dilaniante, dell'assenza della figura materna, provvisoriamente rimpiazzata da una delle merinos di José Maria Eliandro. L'educazione impartita al piccolo Estevez è dura, la vita a Leon De La Provinça è dura, anche il letto è duro (José Maria Eliandro usa gli scarti di lana merinos per imbottire il materasso, il giaciglio puzza immondamente: un ricordo che ferisce nel profondo Hanno).

A quindici anni, mentre sta pascolando le merinos (esclusa la madre, rimasta nella piccola stamberga degli Estevez a provvedere alle mansioni domestiche), Hanno rimane folgorato: si chiede che cos'è l'erba nel momento in cui ci asteniamo dal ricordare il categoriale storico-conoscitivo da cui emerge la manifestazione dell'erba stessa. Corre a casa a perdifiato e incappa in una sgradevole scena primaria (José Maria Eliandro sta accompagnandosi in effusioni erotiche con la matrigna ovina di Hanno). Il piccolo Estevez interrompe la scena e chiede, in una fulminazione in cui molti ravvedono il segno di un'autentica vocazione filosofica: "Papà papà, cos'è il noumeno?". Giù schiaffi. Il piccolo Hanno, anche quando sarà il grande Hanno, ma persino quando attraverserà la fase del medio Hanno, rimarrà profondamente lacerato dal dolore di quegli schiaffi, e legherà sempiternamente l'esperienza filosofica con quella del dolore, profondo e lacerante.

A sedici anni, il padre di Hanno si rende conto dell'eccezionalità dell'intelligenza del figlio: non si era mai visto, a Leon De La Provinça, un imbecille del genere. Lo spedisce, quindi, a Francoforte (tuttora gli storici stanno indagando circa le motivazioni e le contingenze che hanno condotto José Maria Eliandro a compiere una scelta tanto geograficamente assurda quanto filosoficamente epocale). Hanno arriva a Francoforte e chiede asilo. Ma non ci sono asili, a Francoforte. Così Hanno passa direttamente alla facoltà di Filosofia e Scienza Logica, dove inizia a studiare le discipline fondamentali che segnano irreversibilmente la sua formazione: Aufarbeitung der Vergangenheit, Eingriffe, Neun kritische Modelle. Hanno Estevez non ci capisce un cazzo e ne è quindi irreversibilmente segnato.

E' del 1937 l'incontro che segna irreversibilmente Estevez: interrogato da un professore, confabula con lui per quattro ore, non capendo un cazzo di quello che il cattedratico gli dice, e viceversa. Il professore è Theodor Adorno, ma Estevez lo ignora e continuerà a ignorarlo per sempre (un'esperienza roboante e feticista che lo segnerà irreversibilmente). Adorno, in quegli anni, sta elaborando i principi fondanti della "Dialettica dell'Illuminismo", insieme all'amico Max Horkheimer. Entrambi non ci capiscono un cazzo, è tutto confuso e dilatato, e ciò li segna irreversibilmente. E' il turno di Hanno: il salumiere chiama il "36" e lui ha proprio il "36". Chiede un etto di prosciutto. Adorno e Horkheimer, in teoretica difficoltà, chiedono a questo punto una mano al loro brillante allievo, domandandogli come diavolo si scriva Horkheimer. E' l'inizio di una prestigiosa carriera francofortese (esperienza rara e difficile da farsi: quanti di voi hanno una carriera francofortese? Che cavolo è, poi, una carriera francofortese?).

L'episodio più rappresentativo è ormai parte integrante della leggenda filosofica del secolo: Hanno Estevez, durante la Seconda Guerra mondiale, è avvistato al confine spagnolo (vuole salutare la matrigna, sull'ovile di morte, a Leon De La Provinça); al confine spagnolo c'è anche Walter Benjamin, in fuga dai nazisti; venuto a conoscenza di un eventuale imminente incontro con Estevez, Benjamin si suicida, rimanendone segnato irreversibilmente. Estevez raggiunge comunque la merinos morente e ci trasmette, nei suoi "Tacuiños Allgemeine" le ultime parole della povera pecora: "Il dilagare dell'esperienza falsificata si pone, sul piano dell'acquisizione del prepolitico, in qualità di falsa fruizione del mondo-tramontato-nell-'-orizzonte-del-conosciuto". E muore. Hanno Estevez farà tesoro di queste parole: non ha fatto altro che ripeterle da allora. Nel 1962, esce la prima, attesissima pubblicazione filosofica di Hanno Estevez: "Il dilagare dell'esperienza falsificata si pone, sul piano dell'acquisizione del prepolitico, in qualità di falsa fruizione del mondo-tramontato-nell-'-orizzonte-del-conosciuto". Due anni dopo (anni duri, quasi quanto il materasso) esce la seconda opera, "Il dilagare dell'esperienza falsificata si pone, sul piano dell'acquisizione del prepolitico, in qualità di falsa fruizione del mondo-tramontato-nell-'-orizzonte-del-conosciuto 2". A questo punto Hanno Estevez è una star del system filosofico (per gli americani: philosophic system). Frequenta Sylvia Plath e anche il di lei marito Ted Hughes. La Plath si suicida l'anno dopo. Entra in contatto col poeta Thomas Dylan, morto di cirrosi epatica l'anno successivo. Entra in contatto con il lirico Paul Celan, suicida nella Senna l'anno successivo. Stringe amicizia con Albert Camus, suicidatosi dopo pochi mesi. Frequenta anche gli intellettuali italiani: conosce Pier Paolo Pasolini, Primo Levi, Cesare Pavese (in quest'ordine cronologico). E' acclamato dalle folle in un tour coi Monty Python. Conosce Hans Georg Gadamer, che si tocca le palle.

Quando Mc Luhan elabora la teoria del "villaggio globale", Estevez risponde con una mitica polemica, passata alla storia degli annali filosofici: "Al villaggio ci sono le pecore, il materasso è duro, ci sono padri che si chiamano José Maria Eliandro. Il villaggio fa schifo. Meglio Francoforte". Nota come "teoria del Francoforte globale", questa tesi elabora da una prospettiva neocognitivista tutti i contenuti radiotelevisivi veicolati nell'era dell'informazione (Hanno Estevez guarda la tv 18 ore al giorno). Interessante l'ultima, innovativa presa di posizione sul "Grande Fratello", che stimola il dibattito circa le nuove frontiere dei media: "La Bignardi è una cretina". Hanno Estevez vive a Wiflingen, nella Foresta Nera, con una foto della matrigna merinos.


  L'intervista a Hanno Estevez.
  L'intervista a Daria Bignardi.
  Daria Bignardi: vita, opere, miracoli.

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  di S. Porro, G. Genna, R. Grassilli.
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   data: 09 ott 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  


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